La Rivista di Criminologia, Vittimologia e Sicurezza nasce come spazio aperto al confronto tra saperi, con l’intento di approfondire questioni centrali nella società contemporanea come la criminalità, le esperienze di vittimizzazione e i molteplici significati attribuiti alla sicurezza. Lontana da ogni visione semplificata o rigidamente dicotomica, la Rivista si propone di esplorare tali temi adottando uno sguardo critico e interdisciplinare, consapevole della loro complessità e delle molteplici intersezioni con i contesti culturali, sociali, politici ed economici. La vulnerabilità – individuale e collettiva – è assunta come chiave interpretativa non definitiva, ma dinamica e sfumata, capace di accogliere ambivalenze e contraddizioni. Essa invita a interrogarsi sulle condizioni di insicurezza e disuguaglianza senza cercare soluzioni precostituite, ma promuovendo percorsi di ricerca, riflessione e intervento che tengano conto della pluralità delle esperienze e dei vissuti. La Rivista di Criminologia, Vittimologia e Sicurezza si rivolge pertanto a criminologi, vittimologi, sociologi, psicologi, pedagogisti, giuristi, operatori e operatrici del diritto, studiosi e studiose delle scienze sociali e giuridiche, offrendo uno spazio di dialogo per condividere riflessioni, pratiche e strategie di intervento orientate al riconoscimento delle soggettività e alla restituzione della capacità di agire nei confronti di chi attraversa situazioni di sofferenza, esclusione o marginalità. In questa prospettiva, la Rivista di Criminologia, Vittimologia e Sicurezza accoglie anche contributi che affrontino gli aspetti teorici della vittimologia senza trascurare l’importanza che riveste, per coloro che a vario titolo sono coinvolti in un processo di aiuto alle vittime, la capacità di costruire relazioni e di leggere la realtà in modo critico e innovativo.
Tuzza, S. (In stampa/Attività in corso). Rivista di criminologia vittimologia e sicurezza.
Rivista di criminologia vittimologia e sicurezza
Tuzza, S.
In corso di stampa
Abstract
La Rivista di Criminologia, Vittimologia e Sicurezza nasce come spazio aperto al confronto tra saperi, con l’intento di approfondire questioni centrali nella società contemporanea come la criminalità, le esperienze di vittimizzazione e i molteplici significati attribuiti alla sicurezza. Lontana da ogni visione semplificata o rigidamente dicotomica, la Rivista si propone di esplorare tali temi adottando uno sguardo critico e interdisciplinare, consapevole della loro complessità e delle molteplici intersezioni con i contesti culturali, sociali, politici ed economici. La vulnerabilità – individuale e collettiva – è assunta come chiave interpretativa non definitiva, ma dinamica e sfumata, capace di accogliere ambivalenze e contraddizioni. Essa invita a interrogarsi sulle condizioni di insicurezza e disuguaglianza senza cercare soluzioni precostituite, ma promuovendo percorsi di ricerca, riflessione e intervento che tengano conto della pluralità delle esperienze e dei vissuti. La Rivista di Criminologia, Vittimologia e Sicurezza si rivolge pertanto a criminologi, vittimologi, sociologi, psicologi, pedagogisti, giuristi, operatori e operatrici del diritto, studiosi e studiose delle scienze sociali e giuridiche, offrendo uno spazio di dialogo per condividere riflessioni, pratiche e strategie di intervento orientate al riconoscimento delle soggettività e alla restituzione della capacità di agire nei confronti di chi attraversa situazioni di sofferenza, esclusione o marginalità. In questa prospettiva, la Rivista di Criminologia, Vittimologia e Sicurezza accoglie anche contributi che affrontino gli aspetti teorici della vittimologia senza trascurare l’importanza che riveste, per coloro che a vario titolo sono coinvolti in un processo di aiuto alle vittime, la capacità di costruire relazioni e di leggere la realtà in modo critico e innovativo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



