Il saggio interroga la specificità della scrittura filosofica a partire da una domanda solo apparentemente preliminare: come si scrive un libro di filosofia? Muovendo dalle prefazioni alla Fenomenologia dello spirito di Hegel e alla seconda edizione di Aurora di Nietzsche, il contributo mostra come il testo filosofico richieda una temporalità peculiare, fondata sulla lentezza, sulla rilettura e su un doppio movimento prolettico e analettico. La filosofia procede in avanti, ma solo retrocedendo criticamente sui propri passi può acquisire forza autocritica. In questa dinamica, la lettura lenta si avvicina ai ritmi della poesia, della musica e dell’epos, senza tuttavia esaurirsi in essi. Contro ogni linearità dimostrativa che rischierebbe di confondersi con l’oratoria o la propaganda, il testo filosofico autentico espone il proprio dubbio e fa di tale esitazione una componente essenziale della sua peculiare peitho. Il saggio propone così di pensare la scrittura filosofica come un “passo doppio”, un movimento di andata e ritorno che non riconduce mai al punto di partenza, ma apre alla figura relazionale del “passo a due”.
Caramelli, E. (2026). Un'altra teoria dentro alla teoria. Breve saggio a partire da Merleau-Ponty. Milano : Raffaello Cortina.
Un'altra teoria dentro alla teoria. Breve saggio a partire da Merleau-Ponty
Eleonora Caramelli
2026
Abstract
Il saggio interroga la specificità della scrittura filosofica a partire da una domanda solo apparentemente preliminare: come si scrive un libro di filosofia? Muovendo dalle prefazioni alla Fenomenologia dello spirito di Hegel e alla seconda edizione di Aurora di Nietzsche, il contributo mostra come il testo filosofico richieda una temporalità peculiare, fondata sulla lentezza, sulla rilettura e su un doppio movimento prolettico e analettico. La filosofia procede in avanti, ma solo retrocedendo criticamente sui propri passi può acquisire forza autocritica. In questa dinamica, la lettura lenta si avvicina ai ritmi della poesia, della musica e dell’epos, senza tuttavia esaurirsi in essi. Contro ogni linearità dimostrativa che rischierebbe di confondersi con l’oratoria o la propaganda, il testo filosofico autentico espone il proprio dubbio e fa di tale esitazione una componente essenziale della sua peculiare peitho. Il saggio propone così di pensare la scrittura filosofica come un “passo doppio”, un movimento di andata e ritorno che non riconduce mai al punto di partenza, ma apre alla figura relazionale del “passo a due”.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



