Negli ultimi venticinque anni la presenza di studenti con background migratorio ha trasformato stabilmente la scuola italiana in un contesto multiculturale, coinvolgendo oggi oltre 930.000 alunni con cittadinanza non italiana, pari all’11% della popolazione scolastica. Nonostante l’ampia produzione scientifica dedicata ai percorsi scolastici degli studenti di origine immigrata, minore attenzione è stata riservata al modo in cui tale cambiamento abbia inciso sul ruolo, sulle percezioni e sulle competenze professionali degli insegnanti. Il contributo analizza questi aspetti utilizzando i dati della Quarta Indagine nazionale IARD sugli insegnanti (2025), con particolare attenzione alle percezioni dei docenti nei confronti della presenza di studenti di origine migratoria e alla loro preparazione nell’insegnare in contesti multiculturali. I risultati mostrano un orientamento prevalentemente positivo. La quasi totalità degli insegnanti considera la presenza di studenti di altre nazionalità un’opportunità di apertura e confronto interculturale e di sviluppo di competenze per gli studenti. Ampio consenso emerge anche rispetto all’idea che tale presenza rappresenti una sfida professionale stimolante, favorisca l’innovazione didattica e costituisca un segno di modernità della scuola. Al tempo stesso, permane una forte percezione di sovraccarico lavorativo, condivisa da oltre sette docenti su dieci, soprattutto nella scuola primaria e secondaria di primo grado. Molto limitato risulta invece il sostegno a soluzioni segreganti, quali la concentrazione degli studenti stranieri in classi o scuole dedicate. Il confronto con la precedente indagine IARD del 2008 evidenzia un’evoluzione positiva degli atteggiamenti: cresce significativamente la quota di insegnanti che interpreta la presenza di studenti di origine migratoria come occasione di innovazione didattica e sfida professionale, mentre diminuisce il consenso verso modelli organizzativi segreganti. Parallelamente, aumenta anche la percezione del carico di lavoro connesso alla gestione della diversità culturale. Sul piano delle competenze, gli insegnanti dichiarano livelli molto elevati di autoefficacia. La maggioranza ritiene di essere in grado di sensibilizzare gli studenti alle differenze culturali, promuovere la collaborazione tra alunni con background differenti, contrastare stereotipi etnici e adattare le pratiche didattiche alle esigenze delle classi multiculturali. Tuttavia, emergono differenze tra i diversi gradi scolastici: i docenti della scuola secondaria di secondo grado si percepiscono generalmente meno preparati rispetto ai colleghi del primo ciclo. Inoltre, la preparazione dichiarata risulta più elevata nei confronti degli studenti immigrati rispetto ad altri gruppi portatori di diversità culturale, come rifugiati, studenti con lingua madre diversa dall’italiano e gruppi rom, sinti e caminanti. Nel complesso, il quadro restituisce insegnanti orientati all’inclusione e progressivamente più attrezzati a gestire la complessità multiculturale, pur evidenziando la necessità di rafforzare ulteriormente la formazione e il sostegno professionale per affrontare le sfide poste da una scuola sempre più eterogenea.
Mantovani, D., Santagati, M. (2026). Percezioni e competenze degli insegnanti nelle scuole multiculturali. Bologna : Il Mulino.
Percezioni e competenze degli insegnanti nelle scuole multiculturali
Mantovani D.;
2026
Abstract
Negli ultimi venticinque anni la presenza di studenti con background migratorio ha trasformato stabilmente la scuola italiana in un contesto multiculturale, coinvolgendo oggi oltre 930.000 alunni con cittadinanza non italiana, pari all’11% della popolazione scolastica. Nonostante l’ampia produzione scientifica dedicata ai percorsi scolastici degli studenti di origine immigrata, minore attenzione è stata riservata al modo in cui tale cambiamento abbia inciso sul ruolo, sulle percezioni e sulle competenze professionali degli insegnanti. Il contributo analizza questi aspetti utilizzando i dati della Quarta Indagine nazionale IARD sugli insegnanti (2025), con particolare attenzione alle percezioni dei docenti nei confronti della presenza di studenti di origine migratoria e alla loro preparazione nell’insegnare in contesti multiculturali. I risultati mostrano un orientamento prevalentemente positivo. La quasi totalità degli insegnanti considera la presenza di studenti di altre nazionalità un’opportunità di apertura e confronto interculturale e di sviluppo di competenze per gli studenti. Ampio consenso emerge anche rispetto all’idea che tale presenza rappresenti una sfida professionale stimolante, favorisca l’innovazione didattica e costituisca un segno di modernità della scuola. Al tempo stesso, permane una forte percezione di sovraccarico lavorativo, condivisa da oltre sette docenti su dieci, soprattutto nella scuola primaria e secondaria di primo grado. Molto limitato risulta invece il sostegno a soluzioni segreganti, quali la concentrazione degli studenti stranieri in classi o scuole dedicate. Il confronto con la precedente indagine IARD del 2008 evidenzia un’evoluzione positiva degli atteggiamenti: cresce significativamente la quota di insegnanti che interpreta la presenza di studenti di origine migratoria come occasione di innovazione didattica e sfida professionale, mentre diminuisce il consenso verso modelli organizzativi segreganti. Parallelamente, aumenta anche la percezione del carico di lavoro connesso alla gestione della diversità culturale. Sul piano delle competenze, gli insegnanti dichiarano livelli molto elevati di autoefficacia. La maggioranza ritiene di essere in grado di sensibilizzare gli studenti alle differenze culturali, promuovere la collaborazione tra alunni con background differenti, contrastare stereotipi etnici e adattare le pratiche didattiche alle esigenze delle classi multiculturali. Tuttavia, emergono differenze tra i diversi gradi scolastici: i docenti della scuola secondaria di secondo grado si percepiscono generalmente meno preparati rispetto ai colleghi del primo ciclo. Inoltre, la preparazione dichiarata risulta più elevata nei confronti degli studenti immigrati rispetto ad altri gruppi portatori di diversità culturale, come rifugiati, studenti con lingua madre diversa dall’italiano e gruppi rom, sinti e caminanti. Nel complesso, il quadro restituisce insegnanti orientati all’inclusione e progressivamente più attrezzati a gestire la complessità multiculturale, pur evidenziando la necessità di rafforzare ulteriormente la formazione e il sostegno professionale per affrontare le sfide poste da una scuola sempre più eterogenea.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



