Le pendici delle colline che salgono dal corso del Polcevera, qui definiscono uno sfondo verde formato da un fitto bosco incolto che ha sostituito una campagna che, fino alla metà del secolo scorso, si presentava sapientemente costruita attraverso i caratteristici terrazzamenti, e riccamente coltivata con orti e vigne. In questo contesto paesaggistico, a mezza costa, piccoli nuclei abitati, composti da ville padronali (alcune di queste ancora superstiti) e case di abitazione per i contadini che lavoravano la terra circostante, definivano il carattere del territorio, segnando, con la loro presenza, i percorsi che da valle si snodavano fino alla cima delle colline sui cui crinali, in posizione dominante, sorgevano – e sorgono tuttora – nuclei urbani un tempo autonomi (Coronata ne è un esempio) e oggi parte della grande conurbazione della città di Genova. Le due proposte che presentiamo, che riguardano due realtà differenti nelle loro singole particolarità (Campi è un’area per così dire di archeologia industriale; Trasta invece è un’area di trasformazione destinata a essere occupata da un grande hub della logistica della distribuzione: un magazzino dedicato ai “freschi”: ortofrutta, latticini, carne e ittico) ma accomunate da una condizione naturale e antropica analoga, fanno proprie queste considerazioni ponendosi come obiettivo il recupero delle antiche tracce di costruzione di un territorio perduto, attraverso l’insediamento di un nuovo “polo della cultura” che si declina nella costruzione del grande deposito di libri richiesto dal bando. La vicinanza dei due siti (in linea d’aria circa 3 km fra l’uno e l’altro) permette, inoltre, di intendere le due proposte come parte di un unico sistema composto di poli a carattere pubblico che, secondo il principio del “policentrismo”, entrano in relazione l’uno con l’altro grazie al sistema delle infrastrutture di collegamento. In quest’ottica anche le zone più marginali della città, in virtù dell’insediamento di nuovi servizi collettivi, oltre a riacquistare un proprio carattere e una propria forma, possono tornare a godere di una nuova attrattività.
Fera, F.S., Landsberger, M. (2025). Progetti per la Val Polcevera a Genova. Area ex Gasometro di Trasta.
Progetti per la Val Polcevera a Genova. Area ex Gasometro di Trasta
Francesco Saverio Fera
Co-primo
Investigation
;Martina LandsbergerCo-primo
Investigation
2025
Abstract
Le pendici delle colline che salgono dal corso del Polcevera, qui definiscono uno sfondo verde formato da un fitto bosco incolto che ha sostituito una campagna che, fino alla metà del secolo scorso, si presentava sapientemente costruita attraverso i caratteristici terrazzamenti, e riccamente coltivata con orti e vigne. In questo contesto paesaggistico, a mezza costa, piccoli nuclei abitati, composti da ville padronali (alcune di queste ancora superstiti) e case di abitazione per i contadini che lavoravano la terra circostante, definivano il carattere del territorio, segnando, con la loro presenza, i percorsi che da valle si snodavano fino alla cima delle colline sui cui crinali, in posizione dominante, sorgevano – e sorgono tuttora – nuclei urbani un tempo autonomi (Coronata ne è un esempio) e oggi parte della grande conurbazione della città di Genova. Le due proposte che presentiamo, che riguardano due realtà differenti nelle loro singole particolarità (Campi è un’area per così dire di archeologia industriale; Trasta invece è un’area di trasformazione destinata a essere occupata da un grande hub della logistica della distribuzione: un magazzino dedicato ai “freschi”: ortofrutta, latticini, carne e ittico) ma accomunate da una condizione naturale e antropica analoga, fanno proprie queste considerazioni ponendosi come obiettivo il recupero delle antiche tracce di costruzione di un territorio perduto, attraverso l’insediamento di un nuovo “polo della cultura” che si declina nella costruzione del grande deposito di libri richiesto dal bando. La vicinanza dei due siti (in linea d’aria circa 3 km fra l’uno e l’altro) permette, inoltre, di intendere le due proposte come parte di un unico sistema composto di poli a carattere pubblico che, secondo il principio del “policentrismo”, entrano in relazione l’uno con l’altro grazie al sistema delle infrastrutture di collegamento. In quest’ottica anche le zone più marginali della città, in virtù dell’insediamento di nuovi servizi collettivi, oltre a riacquistare un proprio carattere e una propria forma, possono tornare a godere di una nuova attrattività.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



