Il contributo analizza la rappresentazione della condizione femminile nelle opere di Giacomo Puccini attraverso la lente dei gender studies e della storia giuridica, con particolare attenzione al ruolo delle leggi dell’onore e delle norme sociali patriarcali. Dopo una ricognizione degli studi dedicati al rapporto tra genere e opera lirica, il saggio esamina le principali figure femminili del teatro pucciniano, evidenziando come esse siano collocate entro sistemi normativi che ne limitano l’autonomia e ne condizionano le scelte esistenziali. L’indagine si concentra in particolare su La Rondine, assunta come caso di studio paradigmatico. La vicenda di Magda mette in luce il contrasto tra diritto formale e diritto vivente: se da un lato gli ostacoli giuridici al matrimonio appaiono ormai attenuati, dall’altro continuano a operare con forza le regole non scritte dell’onore, della rispettabilità e della doppia morale sessuale. Attraverso l’analisi del libretto e del contesto storico-giuridico, emerge come la protagonista rinunci volontariamente al proprio progetto matrimoniale non per un impedimento legale, ma per l’interiorizzazione delle aspettative sociali imposte dal patriarcato. Il saggio mostra così come il melodramma pucciniano costituisca un osservatorio privilegiato per comprendere l’incidenza delle norme sociali sulla vita delle donne e il persistente conflitto tra emancipazione femminile e cultura dell’onore nella società tra Otto e Novecento.
Hoxha, D. (2026). Una fragile impudicizia. Donne e leggi dell’onore nelle opere pucciniane. Napoli : Edizioni Scientifiche Italiane S.p.A..
Una fragile impudicizia. Donne e leggi dell’onore nelle opere pucciniane
DAMIGELA HOXHA
2026
Abstract
Il contributo analizza la rappresentazione della condizione femminile nelle opere di Giacomo Puccini attraverso la lente dei gender studies e della storia giuridica, con particolare attenzione al ruolo delle leggi dell’onore e delle norme sociali patriarcali. Dopo una ricognizione degli studi dedicati al rapporto tra genere e opera lirica, il saggio esamina le principali figure femminili del teatro pucciniano, evidenziando come esse siano collocate entro sistemi normativi che ne limitano l’autonomia e ne condizionano le scelte esistenziali. L’indagine si concentra in particolare su La Rondine, assunta come caso di studio paradigmatico. La vicenda di Magda mette in luce il contrasto tra diritto formale e diritto vivente: se da un lato gli ostacoli giuridici al matrimonio appaiono ormai attenuati, dall’altro continuano a operare con forza le regole non scritte dell’onore, della rispettabilità e della doppia morale sessuale. Attraverso l’analisi del libretto e del contesto storico-giuridico, emerge come la protagonista rinunci volontariamente al proprio progetto matrimoniale non per un impedimento legale, ma per l’interiorizzazione delle aspettative sociali imposte dal patriarcato. Il saggio mostra così come il melodramma pucciniano costituisca un osservatorio privilegiato per comprendere l’incidenza delle norme sociali sulla vita delle donne e il persistente conflitto tra emancipazione femminile e cultura dell’onore nella società tra Otto e Novecento.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



