In questo capitolo ci si sofferma sulle vittime femminili di violenza maschile. Nella prima parte viene ricostruita l’evoluzione della concezione della violenza maschile contro le donne: da questione privata o connessa alla moralità pubblica, grazie alle mobilitazioni femministe si approda a riconoscerla come una violazione dei diritti umani. Con tale mutamento di prospettiva le donne diventano soggetti pienamente titolari di diritti e ciò comporta la revisione della legislazione e dei quadri normativi, sia in Italia, sia a livello internazionale. Il testo analizza inoltre le sfide contemporanee legate al femminicidio come reato specifico, al consenso affermativo nei casi di violenza sessuale e alla violenza digitale di genere, mettendo al centro la tutela dei diritti delle vittime. La seconda parte è centrata sul ruolo dei media nella costruzione della figura della vittima di violenza maschile e nella riproduzione degli stereotipi di genere. In particolare, viene fatto riferimento alle ricerche italiane sulla rappresentazione dei casi di femminicidio nella stampa, osservando l’utilizzo di due frame o cornici interpretative principali: il frame psico-individualistico, che tende a prevalere, e quello costruttivista e/o femminista. Il concetto di victim blaming emerge come problema ricorrente, insieme alla necessità di promuovere rappresentazioni delle vittime dignitose. Per contrastare la violenza maschile contro le donne è pertanto necessario produrre un cambiamento culturale radicale in direzione dell’uguaglianza di genere.
Capecchi, S., Gius, C. (2026). Vittime femminili di violenza maschile: definizioni, cornici normative e rappresentazioni mediatiche. Milano : Mondadori.
Vittime femminili di violenza maschile: definizioni, cornici normative e rappresentazioni mediatiche
Saveria Capecchi;Chiara Gius
2026
Abstract
In questo capitolo ci si sofferma sulle vittime femminili di violenza maschile. Nella prima parte viene ricostruita l’evoluzione della concezione della violenza maschile contro le donne: da questione privata o connessa alla moralità pubblica, grazie alle mobilitazioni femministe si approda a riconoscerla come una violazione dei diritti umani. Con tale mutamento di prospettiva le donne diventano soggetti pienamente titolari di diritti e ciò comporta la revisione della legislazione e dei quadri normativi, sia in Italia, sia a livello internazionale. Il testo analizza inoltre le sfide contemporanee legate al femminicidio come reato specifico, al consenso affermativo nei casi di violenza sessuale e alla violenza digitale di genere, mettendo al centro la tutela dei diritti delle vittime. La seconda parte è centrata sul ruolo dei media nella costruzione della figura della vittima di violenza maschile e nella riproduzione degli stereotipi di genere. In particolare, viene fatto riferimento alle ricerche italiane sulla rappresentazione dei casi di femminicidio nella stampa, osservando l’utilizzo di due frame o cornici interpretative principali: il frame psico-individualistico, che tende a prevalere, e quello costruttivista e/o femminista. Il concetto di victim blaming emerge come problema ricorrente, insieme alla necessità di promuovere rappresentazioni delle vittime dignitose. Per contrastare la violenza maschile contro le donne è pertanto necessario produrre un cambiamento culturale radicale in direzione dell’uguaglianza di genere.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



