Il catalogo riguarda una mostra sui manifesti cubani, dedicati al cinema italiano e di altri paesi, selezionati dai curatori del volume. Un’occasione unica per ammirare opere originali entrate a far parte, nel 2023, della Memoria del Mondo dell’UNESCO. Con il trionfo della Rivoluzione, la grafica ebbe un notevole slancio e un codice visivo del tutto originale, dal forte impatto e, talvolta, un peculiare umorismo. Si tratta di una produzione che abbraccia diversi ambiti: quella in mostra al Museo di Roma in Trastevere, sino al 22 febbraio, è dedicate al cinema. Le opere, realizzate da importanti artisti, come Ñico, Bachs, Rostgaard, Morante, appartengono tutte a Luigino Bardellotto, importante collezionista di manifesti cubani, curatore della mostra insieme a Patrizio De Mattio. Il cinema italiano arrivò a Cuba grazie al Centro Sperimentale di Cinematografia e al Neorealismo. Il regista Tomás Gutiérrez Alea, noto al pubblico italiano per Fragole e cioccolato (1994), diretto con Juan Carlos Tabío, ispirato al romanzo di Senel Paz, El lobo, el bosque y el hombre nuevo (1990), dichiarò che il mitico Centro Sperimentale, dove studiò anche Gabriel García Márquez, aveva avuto una fondamentale importanza nella sua formazione. Da sottolineare che con la Rivoluzione si decise di promuovere un cinema di qualità, che superasse l’invasione del cinema hollywoodiano. I film statunitensi continuarono a essere visti, ma, privilegiando opere dei grandi maestri impegnati politicamente e socialmente, come Chaplin, Coppola e Pollack. Tra i manifesti del cinema italiano, esposti a Roma, ricordiamo quelli per i film di Antonioni, Bellocchio, Fellini, Germi, Pasolini, Rosi, Rossellini e Sordi, con attori indimenticabili, quali Gian Maria Volonté, comunista e legato a Cuba. Molto belli anche i manifesti per il Cine mobile, collegati a uno straordinario progetto dell’ICAIC (Instituto Cubano de Arte e Industria Cinematográficos), istituzione fondata agli albori del trionfo della Rivoluzione. Il Cine mobile, inaugurato nel 1961, portò la settima arte nelle parti più remote di Cuba. I carteles si distinguono dalla pubblicistica degli altri paesi, in quanto gli artisti che li realizzarono vennero lasciati completamente liberi di seguire la loro ispirazione e idee, partendo dal presupposto che il cartel dovesse icasticamente rimandare al contenuto del film a cui si riferiva, facendo pensare e riflettere, ovvero non promuovere l’immagine degli attori o puntare sull’aspetto commerciale, come negli altri paesi, arrivando a soluzioni simboliche geniali, determinate anche dalle difficili condizioni in cui i tecnici si trovavano a operare. Infatti, come spiega Sara Vega (in ¡Mira Cuba! L’Arte del manifesto cubano dal 1959, catalogo del 2013): «i tecnici serigrafici ebbero un ruolo cruciale nei successi raggiunti dal manifesto cinematografico cubano. Negli anni Sessanta e Settanta affrontarono carenze di ogni tipo (inchiostri, carta, cartoncino, foratori), mentre allo stesso tempo scoprivano modi per integrare differenti pitture, basi, alcol e altri articoli di diversa provenienza. […]. Quando sorgevano imprevisti, trovavano sempre soluzioni opportune». Queste difficoltà, in cui ha avuto un ruolo preponderante l’embargo statunitense, purtroppo, notevolmente incrudelito con la seconda amministrazione Trump, si tradussero in una genialità del tutto cubana. Il talento, il senso dell’umore, l’energia, il sapiente uso del colore caratterizzano tutta la corrente dei carteles cubani. Infine, da ricordare che il catalogo della mostra, curato dalla scrivente e da Rienzo Pellegrini, è stato realizzato con la nuova carta ecologica, denominata Sparto, di Favini, composta anche con bagassa della canna da zucchero. È il primo libro stampato con questa carta, dall’estetica unica: ulteriore omaggio a un paese la cui cultura, inventiva e genialità trovano piena espressione in questa bellissima mostra.

Anselmi, A. (2025). Cine de papel poster cubani di cinema dalla collezione Bardellotto, ed. A. ANSELMI-R. PELLEGRINI, catalogo della mostra, Roma, Museo de Roma in Trastevere, 29 ottobre 2025-22 febbraio 2026, Cormons (Gorizia), sanmarco edizioni, 2025. Cormons (Gorizia) : sanmarco.

Cine de papel poster cubani di cinema dalla collezione Bardellotto, ed. A. ANSELMI-R. PELLEGRINI, catalogo della mostra, Roma, Museo de Roma in Trastevere, 29 ottobre 2025-22 febbraio 2026, Cormons (Gorizia), sanmarco edizioni, 2025

Alessandra Anselmi
Co-primo
2025

Abstract

Il catalogo riguarda una mostra sui manifesti cubani, dedicati al cinema italiano e di altri paesi, selezionati dai curatori del volume. Un’occasione unica per ammirare opere originali entrate a far parte, nel 2023, della Memoria del Mondo dell’UNESCO. Con il trionfo della Rivoluzione, la grafica ebbe un notevole slancio e un codice visivo del tutto originale, dal forte impatto e, talvolta, un peculiare umorismo. Si tratta di una produzione che abbraccia diversi ambiti: quella in mostra al Museo di Roma in Trastevere, sino al 22 febbraio, è dedicate al cinema. Le opere, realizzate da importanti artisti, come Ñico, Bachs, Rostgaard, Morante, appartengono tutte a Luigino Bardellotto, importante collezionista di manifesti cubani, curatore della mostra insieme a Patrizio De Mattio. Il cinema italiano arrivò a Cuba grazie al Centro Sperimentale di Cinematografia e al Neorealismo. Il regista Tomás Gutiérrez Alea, noto al pubblico italiano per Fragole e cioccolato (1994), diretto con Juan Carlos Tabío, ispirato al romanzo di Senel Paz, El lobo, el bosque y el hombre nuevo (1990), dichiarò che il mitico Centro Sperimentale, dove studiò anche Gabriel García Márquez, aveva avuto una fondamentale importanza nella sua formazione. Da sottolineare che con la Rivoluzione si decise di promuovere un cinema di qualità, che superasse l’invasione del cinema hollywoodiano. I film statunitensi continuarono a essere visti, ma, privilegiando opere dei grandi maestri impegnati politicamente e socialmente, come Chaplin, Coppola e Pollack. Tra i manifesti del cinema italiano, esposti a Roma, ricordiamo quelli per i film di Antonioni, Bellocchio, Fellini, Germi, Pasolini, Rosi, Rossellini e Sordi, con attori indimenticabili, quali Gian Maria Volonté, comunista e legato a Cuba. Molto belli anche i manifesti per il Cine mobile, collegati a uno straordinario progetto dell’ICAIC (Instituto Cubano de Arte e Industria Cinematográficos), istituzione fondata agli albori del trionfo della Rivoluzione. Il Cine mobile, inaugurato nel 1961, portò la settima arte nelle parti più remote di Cuba. I carteles si distinguono dalla pubblicistica degli altri paesi, in quanto gli artisti che li realizzarono vennero lasciati completamente liberi di seguire la loro ispirazione e idee, partendo dal presupposto che il cartel dovesse icasticamente rimandare al contenuto del film a cui si riferiva, facendo pensare e riflettere, ovvero non promuovere l’immagine degli attori o puntare sull’aspetto commerciale, come negli altri paesi, arrivando a soluzioni simboliche geniali, determinate anche dalle difficili condizioni in cui i tecnici si trovavano a operare. Infatti, come spiega Sara Vega (in ¡Mira Cuba! L’Arte del manifesto cubano dal 1959, catalogo del 2013): «i tecnici serigrafici ebbero un ruolo cruciale nei successi raggiunti dal manifesto cinematografico cubano. Negli anni Sessanta e Settanta affrontarono carenze di ogni tipo (inchiostri, carta, cartoncino, foratori), mentre allo stesso tempo scoprivano modi per integrare differenti pitture, basi, alcol e altri articoli di diversa provenienza. […]. Quando sorgevano imprevisti, trovavano sempre soluzioni opportune». Queste difficoltà, in cui ha avuto un ruolo preponderante l’embargo statunitense, purtroppo, notevolmente incrudelito con la seconda amministrazione Trump, si tradussero in una genialità del tutto cubana. Il talento, il senso dell’umore, l’energia, il sapiente uso del colore caratterizzano tutta la corrente dei carteles cubani. Infine, da ricordare che il catalogo della mostra, curato dalla scrivente e da Rienzo Pellegrini, è stato realizzato con la nuova carta ecologica, denominata Sparto, di Favini, composta anche con bagassa della canna da zucchero. È il primo libro stampato con questa carta, dall’estetica unica: ulteriore omaggio a un paese la cui cultura, inventiva e genialità trovano piena espressione in questa bellissima mostra.
2025
128
9791282218023
Anselmi, A. (2025). Cine de papel poster cubani di cinema dalla collezione Bardellotto, ed. A. ANSELMI-R. PELLEGRINI, catalogo della mostra, Roma, Museo de Roma in Trastevere, 29 ottobre 2025-22 febbraio 2026, Cormons (Gorizia), sanmarco edizioni, 2025. Cormons (Gorizia) : sanmarco.
Anselmi, Alessandra
File in questo prodotto:
Eventuali allegati, non sono esposti

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/1067990
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
  • OpenAlex ND
social impact