Le indagini archeologiche condotte nel castello di Rontana (Brisighella, RA) hanno consentito di ricostruire l’evoluzione dell’area signorile del sito attraverso un arco cronologico compreso tra l’età bizantina e il pieno Rinascimento. Gli scavi hanno individuato, sulla sommità del Monte Rontana, le tracce di un’imponente fortificazione poligonale realizzata tra la fine del VI e gli inizi del VII secolo, interpretabile come presidio militare inserito nel sistema difensivo dell’Esarcato di Ravenna e destinato al controllo dei percorsi appenninici. Dopo la progressiva dismissione della struttura, l’area venne occupata da una pieve altomedievale dedicata a Santa Maria, attorno alla quale si svilupparono un villaggio e una vasta area cimiteriale utilizzati per diversi secoli. Tra X e XII secolo il sito assunse progressivamente caratteri castellani, culminando, alla fine del XIII secolo, nella realizzazione di una nuova residenza fortificata promossa da Maghinardo Pagani. Gli scavi hanno restituito l’impianto della Rocca, caratterizzata da un ampio cortile centrale, ambienti residenziali riscaldati e un monumentale sistema di approvvigionamento idrico costituito da un pozzo “alla veneziana” associato a cisterne interrate. Nel corso del XV secolo i Manfredi trasformarono radicalmente il complesso adeguandolo alle nuove esigenze militari, mediante la costruzione di torrioni per armi da fuoco e il rafforzamento delle cortine murarie. Ulteriori interventi furono realizzati durante la dominazione veneziana del primo Cinquecento, quando la Rocca assunse l’aspetto di una prestigiosa dimora signorile. Il caso di Rontana costituisce un osservatorio privilegiato per l’analisi delle trasformazioni del potere e delle architetture fortificate nell’Appennino romagnolo medievale.
Cirelli, E., Ferreri, D. (2025). L'area signorile del castello di Rontana: dal presidio bizantino alla Rocca rinascimentale. Firenze : All'Insegna del Giglio.
L'area signorile del castello di Rontana: dal presidio bizantino alla Rocca rinascimentale
ENRICO CIRELLI
Co-primo
Membro del Collaboration Group
;Debora Ferreri
Co-primo
Membro del Collaboration Group
2025
Abstract
Le indagini archeologiche condotte nel castello di Rontana (Brisighella, RA) hanno consentito di ricostruire l’evoluzione dell’area signorile del sito attraverso un arco cronologico compreso tra l’età bizantina e il pieno Rinascimento. Gli scavi hanno individuato, sulla sommità del Monte Rontana, le tracce di un’imponente fortificazione poligonale realizzata tra la fine del VI e gli inizi del VII secolo, interpretabile come presidio militare inserito nel sistema difensivo dell’Esarcato di Ravenna e destinato al controllo dei percorsi appenninici. Dopo la progressiva dismissione della struttura, l’area venne occupata da una pieve altomedievale dedicata a Santa Maria, attorno alla quale si svilupparono un villaggio e una vasta area cimiteriale utilizzati per diversi secoli. Tra X e XII secolo il sito assunse progressivamente caratteri castellani, culminando, alla fine del XIII secolo, nella realizzazione di una nuova residenza fortificata promossa da Maghinardo Pagani. Gli scavi hanno restituito l’impianto della Rocca, caratterizzata da un ampio cortile centrale, ambienti residenziali riscaldati e un monumentale sistema di approvvigionamento idrico costituito da un pozzo “alla veneziana” associato a cisterne interrate. Nel corso del XV secolo i Manfredi trasformarono radicalmente il complesso adeguandolo alle nuove esigenze militari, mediante la costruzione di torrioni per armi da fuoco e il rafforzamento delle cortine murarie. Ulteriori interventi furono realizzati durante la dominazione veneziana del primo Cinquecento, quando la Rocca assunse l’aspetto di una prestigiosa dimora signorile. Il caso di Rontana costituisce un osservatorio privilegiato per l’analisi delle trasformazioni del potere e delle architetture fortificate nell’Appennino romagnolo medievale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



