A fronte di un folto e articolato insieme di contributi su interventi di restauro di singole fontane, non sono state molte, in assoluto, le occasioni organizzate per discutere e confrontarsi sulle questioni dello studio, della tutela e della gestione di questo tipo di manufatti nel nostro come in altri Paesi. Tra le poche, va certamente segnalato il convegno, organizzato dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali e dal Comune di Roma nell’ottobre del 2008, intitolato "L'Acqua le pietre i bronzi, le fontane monumentali. Gestione e conservazione. Esperienze a confronto", del quale si attende ancora la pubblicazione degli atti; e un precedente convegno, dal titolo, meno affine del primo al tema della fontane, ma da cui è stato tratto un volume di atti significativamente intitolato "Architettura e tecnologia. Acque, tecniche e cantieri nell’architettura rinascimentale e barocca", che raccoglie vari saggi dedicati allo studio di macchine e sistemi idraulici di epoca, appunto, rinascimentale e barocca. Eppure il tema dello studio, della tutela e della valorizzazione delle fontane storiche e dei spesso sofisticati sistemi di conduzione idraulica dai quali esse erano alimentate, merita una attenzione davvero particolare nel panorama più generale della salvaguardia del patrimonio storico-architettonico. Innanzitutto esso rappresenta una di quelle categorie di operazioni che assillano ciclicamente le amministrazioni pubbliche, proprietarie di quei manufatti; un assillo che può divenire un incubo, viste le difficoltà, la frequenza e i costi tipici di questo genere di interventi. Poi (ma è ciò che più interessa noi) vi sono vari fattori di ordine scientifico che rendono l’argomento di assoluto interesse. In un ordine che non vuole corrispondere all’importanza delle singole motivazioni, iniziamo dal fatto che, spesso, le fontane rappresentano eccezionali testimonianze storiche e artistiche, che hanno visto coinvolti nella loro progettazione e realizzazione grandi figure di artisti, architetti e scultori; le fontane rappresentano eccezionali esempi di arte architettonico-ingegneristico-scultorea che hanno contrassegnato grandi interventi urbanistici e che connotano alcuni dei luoghi più caratteristici delle città storiche italiane. Impossibile non tenere conto della eccezionale rilevanza di questi monumenti; un interesse che da un lato spinge spesso, ancor oggi, i progettisti, pur in una situazione in cui la fontana ha perso completamente la sua funzione di servizio per l’approvvigionamento idraulico, ad inserire nuove fontane in piazze e vie delle città contemporanee; dall’altro, sollecita le amministrazioni a “riesumare” e “ripristinare” fontane che, rimosse durante il lungo periodo di calo di interesse per manufatti tanto ingombranti quanto “inutili”, tornano ora nelle loro collocazioni più o meno antiche, con l’obiettivo di ri-qualificare parti delle città storiche3. Poi vi è il fatto che le fontane sono architetture di pietra e di bronzo, certamente; ma sono anche architetture d’acqua. Quest’ultimo elemento svolge un ruolo importantissimo sia nella definizione della forma delle fontane, sia nell’economia del loro funzionamento, sia, infine, in quella del loro degrado4. Terzo, il particolare valore infrastrutturale che la fontana e l’acquedotto hanno sempre ricoperto nell’organizzazione della città, ruolo infrastrutturale che lo sviluppo capillare delle reti idrauliche, giunte da tempo ad alimentare ciascuna singola fabbrica della città, come della campagna, ha finito per negare alle fontane, trasferendolo in toto ai soli acquedotti. Infine, vi è il particolare interesse che rivestono tutti i sistemi storici di adduzione e di alimentazione delle fontane; sistemi che, al pari di ciò che accadeva per le fontane con gli architetti e gli scultori, hanno visto frequentemente operare eccellenti studiosi dell’ingegneria idraulica, il che ha permesso di raggiungere obiettivi che ancora oggi sono di eccezionale interesse per l’abilissimo sf...

Perchè conservare le fontane storiche? L'occasione, le ragioni, il come

PRETELLI, MARCO
2011

Abstract

A fronte di un folto e articolato insieme di contributi su interventi di restauro di singole fontane, non sono state molte, in assoluto, le occasioni organizzate per discutere e confrontarsi sulle questioni dello studio, della tutela e della gestione di questo tipo di manufatti nel nostro come in altri Paesi. Tra le poche, va certamente segnalato il convegno, organizzato dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali e dal Comune di Roma nell’ottobre del 2008, intitolato "L'Acqua le pietre i bronzi, le fontane monumentali. Gestione e conservazione. Esperienze a confronto", del quale si attende ancora la pubblicazione degli atti; e un precedente convegno, dal titolo, meno affine del primo al tema della fontane, ma da cui è stato tratto un volume di atti significativamente intitolato "Architettura e tecnologia. Acque, tecniche e cantieri nell’architettura rinascimentale e barocca", che raccoglie vari saggi dedicati allo studio di macchine e sistemi idraulici di epoca, appunto, rinascimentale e barocca. Eppure il tema dello studio, della tutela e della valorizzazione delle fontane storiche e dei spesso sofisticati sistemi di conduzione idraulica dai quali esse erano alimentate, merita una attenzione davvero particolare nel panorama più generale della salvaguardia del patrimonio storico-architettonico. Innanzitutto esso rappresenta una di quelle categorie di operazioni che assillano ciclicamente le amministrazioni pubbliche, proprietarie di quei manufatti; un assillo che può divenire un incubo, viste le difficoltà, la frequenza e i costi tipici di questo genere di interventi. Poi (ma è ciò che più interessa noi) vi sono vari fattori di ordine scientifico che rendono l’argomento di assoluto interesse. In un ordine che non vuole corrispondere all’importanza delle singole motivazioni, iniziamo dal fatto che, spesso, le fontane rappresentano eccezionali testimonianze storiche e artistiche, che hanno visto coinvolti nella loro progettazione e realizzazione grandi figure di artisti, architetti e scultori; le fontane rappresentano eccezionali esempi di arte architettonico-ingegneristico-scultorea che hanno contrassegnato grandi interventi urbanistici e che connotano alcuni dei luoghi più caratteristici delle città storiche italiane. Impossibile non tenere conto della eccezionale rilevanza di questi monumenti; un interesse che da un lato spinge spesso, ancor oggi, i progettisti, pur in una situazione in cui la fontana ha perso completamente la sua funzione di servizio per l’approvvigionamento idraulico, ad inserire nuove fontane in piazze e vie delle città contemporanee; dall’altro, sollecita le amministrazioni a “riesumare” e “ripristinare” fontane che, rimosse durante il lungo periodo di calo di interesse per manufatti tanto ingombranti quanto “inutili”, tornano ora nelle loro collocazioni più o meno antiche, con l’obiettivo di ri-qualificare parti delle città storiche3. Poi vi è il fatto che le fontane sono architetture di pietra e di bronzo, certamente; ma sono anche architetture d’acqua. Quest’ultimo elemento svolge un ruolo importantissimo sia nella definizione della forma delle fontane, sia nell’economia del loro funzionamento, sia, infine, in quella del loro degrado4. Terzo, il particolare valore infrastrutturale che la fontana e l’acquedotto hanno sempre ricoperto nell’organizzazione della città, ruolo infrastrutturale che lo sviluppo capillare delle reti idrauliche, giunte da tempo ad alimentare ciascuna singola fabbrica della città, come della campagna, ha finito per negare alle fontane, trasferendolo in toto ai soli acquedotti. Infine, vi è il particolare interesse che rivestono tutti i sistemi storici di adduzione e di alimentazione delle fontane; sistemi che, al pari di ciò che accadeva per le fontane con gli architetti e gli scultori, hanno visto frequentemente operare eccellenti studiosi dell’ingegneria idraulica, il che ha permesso di raggiungere obiettivi che ancora oggi sono di eccezionale interesse per l’abilissimo sf...
Le fontane storiche: eredità di un passato recente. Restauro, valorizzazione e gestione di un patrimonio complesso
8
15
M. PRETELLI
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/106704
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