Abstract libro: In che modo il confine si insinua nella vita quotidiana, espandendosi oltre la «linea» tracciata sulla mappa? Il libro risponde a questa domanda cruciale con una lettura polifonica e radicale, esplorando le molteplici materializzazioni del confine nella quotidianità delle persone razzializzate e marginalizzate nel contesto italiano. Superando l’immaginario della linea geografica, il libro svela la presenza dei confini nei luoghi più ordinari: le stazioni di Roma, le case di Torino, le piazze di Palermo, e molti altri. Sedici capitoli scritti da ricercatori, operatori sociali, attivisti mappano la violenza strutturale e il razzismo istituzionale in Italia, ma anche le pratiche di solidarietà, cura e resistenza di ogni giorno. Un testo necessario per chi vuole superare le rappresentazioni semplificate della migrazione e comprendere come i confini modellino relazioni sociali, percezioni e disuguaglianze. Abstract capitolo di OQ.O: La definizione generale di razzismo è quella di un’ideologia fondata sul presupposto dell’esistenza di razze umane biologicamente e storicamente superiori (bianche) destinate a dominare tutte le altre, considerate inferiori. La disumanizzazione messa in atto da questa categorizzazione, che nel colonialismo e nel suprematismo bianco ed europeo ha raggiunto il suo più ampio compimento, ha portato alla visione e alla percezione di tutte le persone non bianche come nient’altro che corpi da sfruttare, schiavizzare, annichilire e marginalizzare. Oggi, benché il colonialismo e la segregazione razziale istituita per legge siano stati formalmente aboliti, è possibile affermare che, tuttavia le molteplici forme con cui si manifesta il razzismo continua a relegare le persone non bianche alla categoria di corpo, e quindi di oggetto e non di soggetto attivo, politico e portatore di diritti. Partendo dalle modalità con cui il razzismo si manifesta quotidianamente, e prendendo come esempio il caso italiano, lo scopo sarà quello di analizzare come la disumanizzazione delle soggettività razzializzate avviene nel contesto di una narrazione della memoria storica del colonialismo ancora carente, nelle modalità di applicazione delle normative italiane nei confronti di determinate categorie sociali e “razziali”, nella narrazione socio-culturale dell”altro/a” (specie nei media) e nei pregiudizi più o meno inconsapevoli e mai decostruiti.
Obasuyi, O.Q.D. (2026). Corpi e confini: il razzismo sistemico quotidiano. Bologna : DeriveApprodi srl.
Corpi e confini: il razzismo sistemico quotidiano
Oiza Queens Day Obasuyi
2026
Abstract
Abstract libro: In che modo il confine si insinua nella vita quotidiana, espandendosi oltre la «linea» tracciata sulla mappa? Il libro risponde a questa domanda cruciale con una lettura polifonica e radicale, esplorando le molteplici materializzazioni del confine nella quotidianità delle persone razzializzate e marginalizzate nel contesto italiano. Superando l’immaginario della linea geografica, il libro svela la presenza dei confini nei luoghi più ordinari: le stazioni di Roma, le case di Torino, le piazze di Palermo, e molti altri. Sedici capitoli scritti da ricercatori, operatori sociali, attivisti mappano la violenza strutturale e il razzismo istituzionale in Italia, ma anche le pratiche di solidarietà, cura e resistenza di ogni giorno. Un testo necessario per chi vuole superare le rappresentazioni semplificate della migrazione e comprendere come i confini modellino relazioni sociali, percezioni e disuguaglianze. Abstract capitolo di OQ.O: La definizione generale di razzismo è quella di un’ideologia fondata sul presupposto dell’esistenza di razze umane biologicamente e storicamente superiori (bianche) destinate a dominare tutte le altre, considerate inferiori. La disumanizzazione messa in atto da questa categorizzazione, che nel colonialismo e nel suprematismo bianco ed europeo ha raggiunto il suo più ampio compimento, ha portato alla visione e alla percezione di tutte le persone non bianche come nient’altro che corpi da sfruttare, schiavizzare, annichilire e marginalizzare. Oggi, benché il colonialismo e la segregazione razziale istituita per legge siano stati formalmente aboliti, è possibile affermare che, tuttavia le molteplici forme con cui si manifesta il razzismo continua a relegare le persone non bianche alla categoria di corpo, e quindi di oggetto e non di soggetto attivo, politico e portatore di diritti. Partendo dalle modalità con cui il razzismo si manifesta quotidianamente, e prendendo come esempio il caso italiano, lo scopo sarà quello di analizzare come la disumanizzazione delle soggettività razzializzate avviene nel contesto di una narrazione della memoria storica del colonialismo ancora carente, nelle modalità di applicazione delle normative italiane nei confronti di determinate categorie sociali e “razziali”, nella narrazione socio-culturale dell”altro/a” (specie nei media) e nei pregiudizi più o meno inconsapevoli e mai decostruiti.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



