Il caso di Elisa Claps ha colpito la sensibilità del pubblico italiano fin dal 12 settembre 1993, giorno in cui la sedicenne potentina misteriosamente scompare. In prima istanza sono i newsmedia ad occuparsi della vicenda: le pagine dei quotidiani ne riportano la storia, lasciando aperte più piste di ricerca e dunque di possibile risoluzione. Il 2 ottobre dello stesso anno è la trasmissione “Chi l’ha visto” che si occupa del caso, portando l’attenzione a una platea televisiva e inserendo nel racconto una serie di altri particolari. Nel tempo la vicenda va ad arricchirsi di indizi e di sospetti: non tutti sembrano però essere colti dagli inquirenti. Sono invece i media che intervengono a più riprese per mantenere alta l’attenzione sulla sparizione di Elisa. Diciassette anni più tardi il corpo della ragazza viene ritrovato nella Chiesa della Santissima Trinità di Potenza, ultimo posto in cui era stata vista. Per le caratteristiche della storia, il contesto in cui si svolge, i personaggi che la popolano, la costante contrapposizione fra dati rilevanti e omissioni, per l’engagement che ha prodotto negli spettatori e, non ultimo, per le varie e differenziate produzioni mediali a cui dato luogo (Gambarato, 2019; Gambarato, Alzamora, Tàrcia, 2020) la vicenda di Elisa Claps rappresenta un esempio emblematico di transmedia true-crime. La vicenda ha attraversato decenni, trasformandosi da fatto di cronaca a fenomeno mediatico complesso, raccontato e rielaborato su molteplici piattaforme comunicative. La copertura giornalistica tradizionale, che ha seguito le indagini e i processi, è stata affiancata da programmi televisivi, documentari e soprattutto dalla miniserie fiction “Per Elisa – Il caso Claps”, che ha riacceso l’attenzione pubblica sul caso, ampliando il racconto attraverso un linguaggio narrativo e visivo differente. L’approccio transmediale ha quindi moltiplicato i punti di vista, creando un intreccio tra informazione ufficiale, spettacolarizzazione mediatica e partecipazione sociale. Questo processo ha posto in evidenza le sfide etiche nella rappresentazione mediatica di vicende tragiche, in cui si intrecciano dimensioni private e pubbliche, tra necessità di sensibilizzazione e rischio di strumentalizzazione. Il caso Elisa Claps si configura così come un laboratorio privilegiato per riflettere sull’impatto delle narrazioni transmediali nel costruire non solo la conoscenza di un evento ma anche la memoria storica e le identità culturali collettive.

Mascio, A. (In stampa/Attività in corso). Il caso Claps: la trasformazione transmediale da caso di cronaca nera a true crime. Bologna : Patron.

Il caso Claps: la trasformazione transmediale da caso di cronaca nera a true crime

Antonella Mascio
In corso di stampa

Abstract

Il caso di Elisa Claps ha colpito la sensibilità del pubblico italiano fin dal 12 settembre 1993, giorno in cui la sedicenne potentina misteriosamente scompare. In prima istanza sono i newsmedia ad occuparsi della vicenda: le pagine dei quotidiani ne riportano la storia, lasciando aperte più piste di ricerca e dunque di possibile risoluzione. Il 2 ottobre dello stesso anno è la trasmissione “Chi l’ha visto” che si occupa del caso, portando l’attenzione a una platea televisiva e inserendo nel racconto una serie di altri particolari. Nel tempo la vicenda va ad arricchirsi di indizi e di sospetti: non tutti sembrano però essere colti dagli inquirenti. Sono invece i media che intervengono a più riprese per mantenere alta l’attenzione sulla sparizione di Elisa. Diciassette anni più tardi il corpo della ragazza viene ritrovato nella Chiesa della Santissima Trinità di Potenza, ultimo posto in cui era stata vista. Per le caratteristiche della storia, il contesto in cui si svolge, i personaggi che la popolano, la costante contrapposizione fra dati rilevanti e omissioni, per l’engagement che ha prodotto negli spettatori e, non ultimo, per le varie e differenziate produzioni mediali a cui dato luogo (Gambarato, 2019; Gambarato, Alzamora, Tàrcia, 2020) la vicenda di Elisa Claps rappresenta un esempio emblematico di transmedia true-crime. La vicenda ha attraversato decenni, trasformandosi da fatto di cronaca a fenomeno mediatico complesso, raccontato e rielaborato su molteplici piattaforme comunicative. La copertura giornalistica tradizionale, che ha seguito le indagini e i processi, è stata affiancata da programmi televisivi, documentari e soprattutto dalla miniserie fiction “Per Elisa – Il caso Claps”, che ha riacceso l’attenzione pubblica sul caso, ampliando il racconto attraverso un linguaggio narrativo e visivo differente. L’approccio transmediale ha quindi moltiplicato i punti di vista, creando un intreccio tra informazione ufficiale, spettacolarizzazione mediatica e partecipazione sociale. Questo processo ha posto in evidenza le sfide etiche nella rappresentazione mediatica di vicende tragiche, in cui si intrecciano dimensioni private e pubbliche, tra necessità di sensibilizzazione e rischio di strumentalizzazione. Il caso Elisa Claps si configura così come un laboratorio privilegiato per riflettere sull’impatto delle narrazioni transmediali nel costruire non solo la conoscenza di un evento ma anche la memoria storica e le identità culturali collettive.
In corso di stampa
True Crime as a Serial and Transmedia Phenomenon
25
40
Mascio, A. (In stampa/Attività in corso). Il caso Claps: la trasformazione transmediale da caso di cronaca nera a true crime. Bologna : Patron.
Mascio, Antonella
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