Il testo propone una lettura pedagogica dell’opera di Anna Maria Ortese a partire dall’idea che la letteratura, più della trattatistica educativa, sappia generare immagini e possibilità di scuola. La scuola che emerge non è quella della disciplina, dell’obbligo o del merito inteso come riuscita individuale, ma una scuola capace di accendere desiderio, curiosità e responsabilità verso gli altri. Attraverso il riferimento alla poetica ortesiana, il contributo delinea una scuola poetica e contemplativa, fondata sull’accorgersi, sulla meraviglia e sulla capacità generativa dell’immaginazione; una scuola etica e accogliente, pensata come luogo di risonanza in cui insegnanti e studenti si mettono reciprocamente in vibrazione; infine, una scuola azzurra e mediterranea, nutrita da pensiero simbolico, lentezza, gentilezza e narrazione. In questa prospettiva, educare significa restituire centralità all’esperienza, alla relazione, alla memoria e alla costruzione condivisa del senso, contro la riduzione dell’apprendimento a prestazione, accelerazione e competizione.
Rivoltella, P.C. (2026). Prefazione. Otranto : Anima Mundi.
Prefazione
Pier Cesare Rivoltella
2026
Abstract
Il testo propone una lettura pedagogica dell’opera di Anna Maria Ortese a partire dall’idea che la letteratura, più della trattatistica educativa, sappia generare immagini e possibilità di scuola. La scuola che emerge non è quella della disciplina, dell’obbligo o del merito inteso come riuscita individuale, ma una scuola capace di accendere desiderio, curiosità e responsabilità verso gli altri. Attraverso il riferimento alla poetica ortesiana, il contributo delinea una scuola poetica e contemplativa, fondata sull’accorgersi, sulla meraviglia e sulla capacità generativa dell’immaginazione; una scuola etica e accogliente, pensata come luogo di risonanza in cui insegnanti e studenti si mettono reciprocamente in vibrazione; infine, una scuola azzurra e mediterranea, nutrita da pensiero simbolico, lentezza, gentilezza e narrazione. In questa prospettiva, educare significa restituire centralità all’esperienza, alla relazione, alla memoria e alla costruzione condivisa del senso, contro la riduzione dell’apprendimento a prestazione, accelerazione e competizione.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



