Il contributo presenta gli avanzamenti delle indagini sui palinsesti documentari del manoscritto CLXXI della Biblioteca Capitolare di Vercelli, inserendoli nel quadro più ampio dei reimpieghi documentari attestati nell'intera biblioteca. Il codice, realizzato prima del 1210, è pressoché interamente palinsesto: fu confezionato reimpiegando circa cinquanta documenti di X e XI secolo provenienti dagli archivi della cattedrale. Grazie a una campagna di imaging multispettrale avviata nel 2022 in collaborazione con l'Università di Rochester, è stato possibile identificare e datare otto documenti, in larga parte permute del vescovo Ingone (ante 958 – post 974), la cui cancellazione era stata ordinata da Ottone III nel 1001 in seguito all'intervento del successore Leone. L'analisi comparata con altri sei frammenti documentari di X e XI secolo reimpiegati come fogli di guardia in altri manoscritti della Biblioteca Capitolare rivela una notevole coerenza del materiale, che suggerisce un unico grande scarto archivistico, verosimilmente collocabile tra il 1152 e gli anni Ottanta del XII secolo, nel contesto delle profonde trasformazioni istituzionali e patrimoniali che investirono le canoniche cattedrali vercellesi alla metà del secolo. Lo studio del manoscritto CLXXI come "fossile archivistico" consente così di gettare nuova luce sulle pratiche di selezione, conservazione e scarto documentario di un archivio medievale, aprendo squarci sui suoi strati più profondi a partire proprio dai suoi vuoti.
Vignodelli, G. (2026). Archeologia di uno scarto. Indagini sui palinsesti documentari della Biblioteca Capitolare di Vercelli nel loro contesto (secoli X-XIII). Roma : Tor Vergata University Press.
Archeologia di uno scarto. Indagini sui palinsesti documentari della Biblioteca Capitolare di Vercelli nel loro contesto (secoli X-XIII)
Giacomo Vignodelli
2026
Abstract
Il contributo presenta gli avanzamenti delle indagini sui palinsesti documentari del manoscritto CLXXI della Biblioteca Capitolare di Vercelli, inserendoli nel quadro più ampio dei reimpieghi documentari attestati nell'intera biblioteca. Il codice, realizzato prima del 1210, è pressoché interamente palinsesto: fu confezionato reimpiegando circa cinquanta documenti di X e XI secolo provenienti dagli archivi della cattedrale. Grazie a una campagna di imaging multispettrale avviata nel 2022 in collaborazione con l'Università di Rochester, è stato possibile identificare e datare otto documenti, in larga parte permute del vescovo Ingone (ante 958 – post 974), la cui cancellazione era stata ordinata da Ottone III nel 1001 in seguito all'intervento del successore Leone. L'analisi comparata con altri sei frammenti documentari di X e XI secolo reimpiegati come fogli di guardia in altri manoscritti della Biblioteca Capitolare rivela una notevole coerenza del materiale, che suggerisce un unico grande scarto archivistico, verosimilmente collocabile tra il 1152 e gli anni Ottanta del XII secolo, nel contesto delle profonde trasformazioni istituzionali e patrimoniali che investirono le canoniche cattedrali vercellesi alla metà del secolo. Lo studio del manoscritto CLXXI come "fossile archivistico" consente così di gettare nuova luce sulle pratiche di selezione, conservazione e scarto documentario di un archivio medievale, aprendo squarci sui suoi strati più profondi a partire proprio dai suoi vuoti.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



