Nelle aree del centro storico ad un processo di sostituzione sociale corrisponde una nuova e diversa “organizzazione dello spazio” sempre più compatibile con le esigenze delle popolazioni mobili. Lo spazio pubblico può diventare l'emblema della frattura tra abitanti e habitat. Lo spazio privato è sempre più privato, protetto e difeso, mentre lo spazio pubblico è sempre più pubblico, organizzato ad uso e consumo degli users che gravitano su di esso. In questo senso la “rivitalizzazione” delle aree di cui stiamo trattando è sempre più una rivitalizzazione fruitiva, piuttosto che una rivitalizzazione del tessuto sociale. Nella nostra ricerca ci concentreremo su due tipi di popolazione mobile che gravitano sul centro storico di Bologna: a- Gli studenti universitari. Attualmente l'Università di Bologna conta circa 100.000 iscritti. La distribuzione della residenza degli studenti universitari è relativamente diffusa sull'intero territorio cittadino e nei comuni limitrofi. In alcune aree del centro storico questa presenza diventa particolarmente visibile. b- Le persone senza dimora. Il nostro gruppo di ricerca ha inoltre evidenziato la presenza di persone senza dimora che possono trovare opportunità di risorse in alcune aree del centro storico, dove vi è un elevato numero di users e uno scarso controllo sociale informale da parte degli abitanti. La ricerca verrà articolata negli steps seguenti: 1)Costruzione di una tassonomia e definizione degli spazi pubblici all'interno del centro storico di Bologna, in cui si concentrano e transitano gli studenti e le persone senza dimora. Tale tassonomia sarà realizzata attraverso fonti bibliografiche, mappe, documenti e osservazione diretta sul campo. 2) Dalla mappatura realizzata verranno estrapolati due spazi pubblici-tipo su cui verranno condotti successivi approfondimenti (uno caratterizzato da elevata fruizione da parte di studenti e scarsa o nulla presenza di persone senza dimora, l'altro caratterizzato dalla presenza di entrambe le popolazioni oggetto del nostro studio). Compito della ricerca sarà anche quello di rilevare altre popolazioni urbane (turisti, abitanti, immigrati) che gravitano sulle aree individuate e di condurre approfondimenti statistico-demografici sulle stesse. 3)Ulteriore approfondimento sul campo, basato prevalentemente sull'osservazione sistematica volta ad evidenziare le caratteristiche “ambientali e fisiche” in cui i luoghi si collocano, nonché le diverse popolazioni urbane che gravitano su di essi sia nei diversi momenti della giornata che nelle diverse giornate (feriali, prefestive e festive)e nelle quattro stagioni. Una attenzione particolare sarà riservata (attraverso la realizzazione di 50 interviste semi-strutturate la cui traccia prevederà una parte comune con le altre unità di ricerca) alle pratiche e agli usi dello spazio pubblico sia da parte dei senza dimora che da parte degli studenti e alle interazioni quotidiane con gli altri fruitori degli stessi spazi. 4)L'unità locale intende prendere in esame quelle politiche di regolazione dello spazio pubblico che inducono a filtrare, controllare ed escludere, in nome dell'interesse generale, quelle popolazioni marginali che si appropriano di spazi pubblici. Attraverso tecniche proprie della visual sociology, verrano rilevate quelle forme di arredo urbano che tendono ad allontanare e/o dissuadere dall'utilizzo dello spazio pubblico da parte di persone e d individui giudicati come indesiderabili. 5)Su una delle aree individuate dall'Unità di ricerca verrà inoltre sviluppato un approfondimento specifico basato sulla raccolta di articoli usciti sulla stampa locale negli ultimi tre anni e sull'analisi del loro contenuto. 6)Sulla base dei risultati della ricerca, l'unità locale si impegna ad indicare possibili linee di ridefinizione degli spazi pubblici in grado di contemplare le diverse funzioni e usi che le popolazioni mobili e gli abitanti gli attribuiscono. Inoltre parallelamente all...

"Popolazioni mobili e ridefinizione dello spazio pubblico: studenti e senza dimora nell'area del centro storico di Bologna" nell'ambito del progetto PRIN 2009 "Spazi pubblici, popolazioni mobili e processi di riorganizzazione urbana"

CASTRIGNANO', MARCO
2012

Abstract

Nelle aree del centro storico ad un processo di sostituzione sociale corrisponde una nuova e diversa “organizzazione dello spazio” sempre più compatibile con le esigenze delle popolazioni mobili. Lo spazio pubblico può diventare l'emblema della frattura tra abitanti e habitat. Lo spazio privato è sempre più privato, protetto e difeso, mentre lo spazio pubblico è sempre più pubblico, organizzato ad uso e consumo degli users che gravitano su di esso. In questo senso la “rivitalizzazione” delle aree di cui stiamo trattando è sempre più una rivitalizzazione fruitiva, piuttosto che una rivitalizzazione del tessuto sociale. Nella nostra ricerca ci concentreremo su due tipi di popolazione mobile che gravitano sul centro storico di Bologna: a- Gli studenti universitari. Attualmente l'Università di Bologna conta circa 100.000 iscritti. La distribuzione della residenza degli studenti universitari è relativamente diffusa sull'intero territorio cittadino e nei comuni limitrofi. In alcune aree del centro storico questa presenza diventa particolarmente visibile. b- Le persone senza dimora. Il nostro gruppo di ricerca ha inoltre evidenziato la presenza di persone senza dimora che possono trovare opportunità di risorse in alcune aree del centro storico, dove vi è un elevato numero di users e uno scarso controllo sociale informale da parte degli abitanti. La ricerca verrà articolata negli steps seguenti: 1)Costruzione di una tassonomia e definizione degli spazi pubblici all'interno del centro storico di Bologna, in cui si concentrano e transitano gli studenti e le persone senza dimora. Tale tassonomia sarà realizzata attraverso fonti bibliografiche, mappe, documenti e osservazione diretta sul campo. 2) Dalla mappatura realizzata verranno estrapolati due spazi pubblici-tipo su cui verranno condotti successivi approfondimenti (uno caratterizzato da elevata fruizione da parte di studenti e scarsa o nulla presenza di persone senza dimora, l'altro caratterizzato dalla presenza di entrambe le popolazioni oggetto del nostro studio). Compito della ricerca sarà anche quello di rilevare altre popolazioni urbane (turisti, abitanti, immigrati) che gravitano sulle aree individuate e di condurre approfondimenti statistico-demografici sulle stesse. 3)Ulteriore approfondimento sul campo, basato prevalentemente sull'osservazione sistematica volta ad evidenziare le caratteristiche “ambientali e fisiche” in cui i luoghi si collocano, nonché le diverse popolazioni urbane che gravitano su di essi sia nei diversi momenti della giornata che nelle diverse giornate (feriali, prefestive e festive)e nelle quattro stagioni. Una attenzione particolare sarà riservata (attraverso la realizzazione di 50 interviste semi-strutturate la cui traccia prevederà una parte comune con le altre unità di ricerca) alle pratiche e agli usi dello spazio pubblico sia da parte dei senza dimora che da parte degli studenti e alle interazioni quotidiane con gli altri fruitori degli stessi spazi. 4)L'unità locale intende prendere in esame quelle politiche di regolazione dello spazio pubblico che inducono a filtrare, controllare ed escludere, in nome dell'interesse generale, quelle popolazioni marginali che si appropriano di spazi pubblici. Attraverso tecniche proprie della visual sociology, verrano rilevate quelle forme di arredo urbano che tendono ad allontanare e/o dissuadere dall'utilizzo dello spazio pubblico da parte di persone e d individui giudicati come indesiderabili. 5)Su una delle aree individuate dall'Unità di ricerca verrà inoltre sviluppato un approfondimento specifico basato sulla raccolta di articoli usciti sulla stampa locale negli ultimi tre anni e sull'analisi del loro contenuto. 6)Sulla base dei risultati della ricerca, l'unità locale si impegna ad indicare possibili linee di ridefinizione degli spazi pubblici in grado di contemplare le diverse funzioni e usi che le popolazioni mobili e gli abitanti gli attribuiscono. Inoltre parallelamente all...
2010
M. Castrignanò
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/106518
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