Il cambiamento al quale stiamo assistendo nella declinazione della “questione giovanile” in Italia molto ha a che fare con le più ampie trasformazioni demografiche, sociali, economiche e culturali del nostro paese. Le migrazioni in primis, con il ciclico interesse per l’arrivo dei minori stranieri non accompagnati ma anche con il crescere delle seconde (ormai terze) generazioni di giovani nati in Italia. Le trasformazioni del mercato del lavoro, con la riduzione della stabilità delle condizioni occupazionali e, parallelamente, con l’incremento di incertezza e precarietà nel futuro di alcune fasce giovanili. Lo sviluppo dei social networks e i mutamenti intervenuti negli stili di svago e consumo anche dei più giovani. Ultimo ma non meno importante il cambiamento nella regolamentazione delle aree urbane e delle modalità di loro uso in funzione della sicurezza o, meglio, in funzione dei sentimenti di insicurezza. Il riferimento è alle politiche di sicurezza urbana che, negli ultimi decenni, si sono sviluppate in Italia e hanno visto il ridursi di quell’approccio inclusivo e di comunità che avevano nella seconda metà del secolo scorso, per divenire caratterizzate da logiche di separazione ed esclusione , con il corredo di divieti a garantire l’ordinata e decorosa fruizione degli spazi per gli usi (e per gli utilizzatori) cui sono destinati.
Crocitti, S. (2026). Gruppi giovanili di strada, devianza e insicurezza urbana. Trento : Erickson.
Gruppi giovanili di strada, devianza e insicurezza urbana
Crocitti Stefania
2026
Abstract
Il cambiamento al quale stiamo assistendo nella declinazione della “questione giovanile” in Italia molto ha a che fare con le più ampie trasformazioni demografiche, sociali, economiche e culturali del nostro paese. Le migrazioni in primis, con il ciclico interesse per l’arrivo dei minori stranieri non accompagnati ma anche con il crescere delle seconde (ormai terze) generazioni di giovani nati in Italia. Le trasformazioni del mercato del lavoro, con la riduzione della stabilità delle condizioni occupazionali e, parallelamente, con l’incremento di incertezza e precarietà nel futuro di alcune fasce giovanili. Lo sviluppo dei social networks e i mutamenti intervenuti negli stili di svago e consumo anche dei più giovani. Ultimo ma non meno importante il cambiamento nella regolamentazione delle aree urbane e delle modalità di loro uso in funzione della sicurezza o, meglio, in funzione dei sentimenti di insicurezza. Il riferimento è alle politiche di sicurezza urbana che, negli ultimi decenni, si sono sviluppate in Italia e hanno visto il ridursi di quell’approccio inclusivo e di comunità che avevano nella seconda metà del secolo scorso, per divenire caratterizzate da logiche di separazione ed esclusione , con il corredo di divieti a garantire l’ordinata e decorosa fruizione degli spazi per gli usi (e per gli utilizzatori) cui sono destinati.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



