La violenza economica viene intesa come l’insieme di forme di controllo che impediscono ad un membro della coppia di ottenere o mantenere una propria autonomia economica: dall’impossibilità di andare a lavorare a quella di gestire il proprio stipendio, dal divieto di possedere un proprio conto bancario all’essere costretta/o, con inganni o minacce, ad assumere impegni economici con altri o altre. Nel quadro più ampio della violenza di genere, quindi, anche quella economica può diventare un vero e proprio strumento di ricatto dell’uomo sulla donna (Lambertini, 2020), appoggiandosi peraltro su una serie di pregiudizi e stereotipi sull’educazione e le competenze finanziarie (Di Bella, n.d). Le conseguenze sono immaginabili e peraltro simili a quella di ogni forma di violenza: spesso le vittime entrano in un circolo vizioso di isolamento sociale e mancanza di una rete di supporto, che incrementa sia la loro povertà materiale sia i rischi di disagio mentale (Donato, 2024). Individuare e studiare la violenza economica è ancora piuttosto raro e complesso, anche se alcuni importanti tentativi sono stati fatti (Postumes et al., 2015; WeWorld, 2023). Il nostro contributo si propone di contribuire a colmare questa lacuna, riflettendo su alcune forme della violenza economica nonché sui possibili percorsi di empowerment delle vittime. Dopo una parte definitoria del fenomeno, supportata da alcuni tappe internazionali e da alcuni dati statistici, toccheremo il nesso tra ABI (Associazione Bancaria Italiana; Patuelli, Roccella, 2023) e gruppo assicurativo AXA (2025) da un lato, e violenza contro le donne dall’altro. Partendo da due iniziative di empowerment finanziario per le donne attuate da questi enti (una di prevenzione primaria e una di prevenzione terziaria), analizzeremo il fenomeno da un punto di vista socio-criminologico e vittimologico, anche alla luce di una recente sentenza della Corte di cassazione (n. 1268/2025) che la riconosce come peculiare forma di violenza ai fini della configurazione del delitto di “Maltrattamenti contro familiari o conviventi” (art. 572 Codice Penale), nel caso in cui alla vittima venga impedito il raggiungimento dell’indipendenza economica. Nella seconda parte, vedremo il fenomeno dal versante delle misure socio-assistenziali e degli operatori sociali: considereremo quindi alcuni strumenti di empowerment delle vittime di violenza economica promossi dalle Regione Emilia-Romagna e approfondiremo poi il territorio bolognese, tramite alcune interviste ad operatrici ed assistenti sociali.
Sette, R., Mantovani, F., Manella, G. (2026). Violenza economica ed empowerment: fra teoria e strumenti operativi. Milano : Alboversorio.
Violenza economica ed empowerment: fra teoria e strumenti operativi
Sette Raffaella;Mantovani Francesca;Manella Gabriele
2026
Abstract
La violenza economica viene intesa come l’insieme di forme di controllo che impediscono ad un membro della coppia di ottenere o mantenere una propria autonomia economica: dall’impossibilità di andare a lavorare a quella di gestire il proprio stipendio, dal divieto di possedere un proprio conto bancario all’essere costretta/o, con inganni o minacce, ad assumere impegni economici con altri o altre. Nel quadro più ampio della violenza di genere, quindi, anche quella economica può diventare un vero e proprio strumento di ricatto dell’uomo sulla donna (Lambertini, 2020), appoggiandosi peraltro su una serie di pregiudizi e stereotipi sull’educazione e le competenze finanziarie (Di Bella, n.d). Le conseguenze sono immaginabili e peraltro simili a quella di ogni forma di violenza: spesso le vittime entrano in un circolo vizioso di isolamento sociale e mancanza di una rete di supporto, che incrementa sia la loro povertà materiale sia i rischi di disagio mentale (Donato, 2024). Individuare e studiare la violenza economica è ancora piuttosto raro e complesso, anche se alcuni importanti tentativi sono stati fatti (Postumes et al., 2015; WeWorld, 2023). Il nostro contributo si propone di contribuire a colmare questa lacuna, riflettendo su alcune forme della violenza economica nonché sui possibili percorsi di empowerment delle vittime. Dopo una parte definitoria del fenomeno, supportata da alcuni tappe internazionali e da alcuni dati statistici, toccheremo il nesso tra ABI (Associazione Bancaria Italiana; Patuelli, Roccella, 2023) e gruppo assicurativo AXA (2025) da un lato, e violenza contro le donne dall’altro. Partendo da due iniziative di empowerment finanziario per le donne attuate da questi enti (una di prevenzione primaria e una di prevenzione terziaria), analizzeremo il fenomeno da un punto di vista socio-criminologico e vittimologico, anche alla luce di una recente sentenza della Corte di cassazione (n. 1268/2025) che la riconosce come peculiare forma di violenza ai fini della configurazione del delitto di “Maltrattamenti contro familiari o conviventi” (art. 572 Codice Penale), nel caso in cui alla vittima venga impedito il raggiungimento dell’indipendenza economica. Nella seconda parte, vedremo il fenomeno dal versante delle misure socio-assistenziali e degli operatori sociali: considereremo quindi alcuni strumenti di empowerment delle vittime di violenza economica promossi dalle Regione Emilia-Romagna e approfondiremo poi il territorio bolognese, tramite alcune interviste ad operatrici ed assistenti sociali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



