Giorgio Cesarano (1928-1975): chi era costui? A cinquant’anni dalla morte, è giunta l’ora di restaurarne la figura nel “ritratto di famiglia” della poesia italiana del Novecento. Un ritratto dal quale Cesarano si è tuttavia volutamente sottratto, abbandonando la letteratura alla fine degli anni Sessanta per dedicare ogni sua energia alla «critica radicale» dell’universo capitalistico. Ma dietro la maschera che Cesarano ha scelto di portare – quella del poeta in rivolta contro i propri stessi versi – vi è una sola, contrastata fisionomia. Privilegiarne l’uno o l’altro aspetto, leggendo nei suoi versi la passione triste del rivoluzionario o compatendo invece il letterato consumatosi anzitempo al fuoco di una scelta tanto estrema quanto misteriosa, tradirebbe il senso più profondo della sua esperienza. E tuttavia, il problema dei (pochi) tentativi critici fino ad ora compiuti in questo senso sta proprio nell’aver considerato l’opera poetica e quella teorica di Cesarano come una cosa sola, dando spesso per implicita – come si tende a fare per i classici – la conoscenza di un corpus testuale ancora troppo poco noto.
Cappello, M. (2026). Lo specchio e la lama. Giorgio Cesarano tra poesia e critica radicale. Macerata : Quodlibet srl.
Lo specchio e la lama. Giorgio Cesarano tra poesia e critica radicale
Cappello, Massimiliano
2026
Abstract
Giorgio Cesarano (1928-1975): chi era costui? A cinquant’anni dalla morte, è giunta l’ora di restaurarne la figura nel “ritratto di famiglia” della poesia italiana del Novecento. Un ritratto dal quale Cesarano si è tuttavia volutamente sottratto, abbandonando la letteratura alla fine degli anni Sessanta per dedicare ogni sua energia alla «critica radicale» dell’universo capitalistico. Ma dietro la maschera che Cesarano ha scelto di portare – quella del poeta in rivolta contro i propri stessi versi – vi è una sola, contrastata fisionomia. Privilegiarne l’uno o l’altro aspetto, leggendo nei suoi versi la passione triste del rivoluzionario o compatendo invece il letterato consumatosi anzitempo al fuoco di una scelta tanto estrema quanto misteriosa, tradirebbe il senso più profondo della sua esperienza. E tuttavia, il problema dei (pochi) tentativi critici fino ad ora compiuti in questo senso sta proprio nell’aver considerato l’opera poetica e quella teorica di Cesarano come una cosa sola, dando spesso per implicita – come si tende a fare per i classici – la conoscenza di un corpus testuale ancora troppo poco noto.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



