Introduzione Le relazioni tra pari costituiscono un contesto di sviluppo prossimale significativo (Bronfenbrenner, 2005), influenzando benessere, motivazione e rendimento scolastico. Tuttavia, il loro impatto sul funzionamento cognitivo, in particolare sulle funzioni esecutive, è ancora poco studiato. La memoria di lavoro, funzione esecutiva centrale (Diamond, 2013), consente agli studenti di mantenere e manipolare informazioni utili nei compiti scolastici e si configura come un predittore chiave dei risultati scolastici (Vanderbroucke et al., 2017). Sebbene il ruolo di insegnanti e genitori su tali competenze sia ben documentato (Fay-Stammbach et al., 2014; Sankalaite et al., 2021), mancano studi sperimentali sull’influenza diretta delle relazioni tra pari. Questo studio esplora l’effetto dell’inclusione tra pari – simulata attraverso realtà virtuale – sulla memoria di lavoro, sull’apprendimento e sull’umore degli studenti. Metodo Sono stati coinvolti 134 studenti (età 9-16, M = 13.10; DS = 2.07), 73 maschi (54.5%) e 61 femmine (45.5%), sottoposti a una simulazione immersiva in cui partecipavano a una conversazione scolastica con coetanei in una classe virtuale. Prima e dopo l’esperienza, gli studenti hanno svolto test di memoria di lavoro (subtest Digits e Spatial Span forward/backward), prove di apprendimento (calcolo e problem-solving da BDE e MT; Cornoldi et al., 2014) e la Scala di William per l’umore (Williams et al., 2000). Risultati I risultati preliminari indicano un miglioramento della memoria di lavoro fonologica (t(133) = -3.567; p < .001), ma non di quella visuospaziale. Si osservano anche incrementi nei compiti di problem-solving (t(133) = -2.967; p = .002) e una significativa riduzione dell’umore negativo (t(133) = 2.494; p = .007). Tali risultati confermano quanto sostenuto dalla letteratura sull’effetto positivo dell’inclusione sul benessere e sul funzionamento cognitivo (Schmidt et al., 2019; Lautenbach, 2024; Bush et al., 2006).
Benvenuti, M., Mazzoni, E., De Luca, G. (2026). Effetti dell’inclusione tra pari sulla memoria di lavoro e sull’apprendimento scolastico: uno studio sperimentale in realtà virtuale. Forum editrice universitaria udinese.
Effetti dell’inclusione tra pari sulla memoria di lavoro e sull’apprendimento scolastico: uno studio sperimentale in realtà virtuale
Martina BenvenutiPrimo
Writing – Original Draft Preparation
;Elvis MazzoniSecondo
Writing – Review & Editing
;
2026
Abstract
Introduzione Le relazioni tra pari costituiscono un contesto di sviluppo prossimale significativo (Bronfenbrenner, 2005), influenzando benessere, motivazione e rendimento scolastico. Tuttavia, il loro impatto sul funzionamento cognitivo, in particolare sulle funzioni esecutive, è ancora poco studiato. La memoria di lavoro, funzione esecutiva centrale (Diamond, 2013), consente agli studenti di mantenere e manipolare informazioni utili nei compiti scolastici e si configura come un predittore chiave dei risultati scolastici (Vanderbroucke et al., 2017). Sebbene il ruolo di insegnanti e genitori su tali competenze sia ben documentato (Fay-Stammbach et al., 2014; Sankalaite et al., 2021), mancano studi sperimentali sull’influenza diretta delle relazioni tra pari. Questo studio esplora l’effetto dell’inclusione tra pari – simulata attraverso realtà virtuale – sulla memoria di lavoro, sull’apprendimento e sull’umore degli studenti. Metodo Sono stati coinvolti 134 studenti (età 9-16, M = 13.10; DS = 2.07), 73 maschi (54.5%) e 61 femmine (45.5%), sottoposti a una simulazione immersiva in cui partecipavano a una conversazione scolastica con coetanei in una classe virtuale. Prima e dopo l’esperienza, gli studenti hanno svolto test di memoria di lavoro (subtest Digits e Spatial Span forward/backward), prove di apprendimento (calcolo e problem-solving da BDE e MT; Cornoldi et al., 2014) e la Scala di William per l’umore (Williams et al., 2000). Risultati I risultati preliminari indicano un miglioramento della memoria di lavoro fonologica (t(133) = -3.567; p < .001), ma non di quella visuospaziale. Si osservano anche incrementi nei compiti di problem-solving (t(133) = -2.967; p = .002) e una significativa riduzione dell’umore negativo (t(133) = 2.494; p = .007). Tali risultati confermano quanto sostenuto dalla letteratura sull’effetto positivo dell’inclusione sul benessere e sul funzionamento cognitivo (Schmidt et al., 2019; Lautenbach, 2024; Bush et al., 2006).I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



