Isotta degli Atti Malatesta (1433/34-1474), Elisabetta Montefeltro Malatesta (1462-1521) e Giulia Varano Della Rovere (1523-1547) sono le protagoniste di questo contributo che intende indagare le vicende personali di queste ultime tentando di superare gli stereotipi storiografici che ne hanno tramandato ritratti parziali. Nel loro status di figlie e mogli, queste donne furono strumento di logiche di potere fondate su modelli culturali che esse stesse dovettero accettare, sperimentandone i limiti così come i vantaggi potenziali. Rileggendo le biografie di queste donne appartenenti a tre differenti generazioni da una prospettiva di genere, ci si propone di collocare le loro storie entro un contesto politico e culturale in mutamento che interessò anche i ruoli femminili all’interno delle dinamiche famigliari. Isotta, Elisabetta e Giulia erano andate in spose a signori di dominii governati per conto della Chiesa. Si trattava di territori minori rispetto agli stati regionali oramai formatisi nell’arco cronologico preso in esame, che continuavano a mantenere un ruolo chiave e di rilievo dal punto di vista geopolitico perché ancora autonomi e capaci di destabilizzare gli equilibri generali. Le storie delle donne qui prese in considerazione sono il risultato delle modalità attraverso le quali i signori di questi dominii decisero di gestire la loro precarietà politica.
Tosi Brandi, E. (2026). Donne di confine. la politica dinastica di Malatesta, Montefeltro e Varano nei secoli xv-xvi. Madrid : Silex.
Donne di confine. la politica dinastica di Malatesta, Montefeltro e Varano nei secoli xv-xvi
Elisa Tosi Brandi
2026
Abstract
Isotta degli Atti Malatesta (1433/34-1474), Elisabetta Montefeltro Malatesta (1462-1521) e Giulia Varano Della Rovere (1523-1547) sono le protagoniste di questo contributo che intende indagare le vicende personali di queste ultime tentando di superare gli stereotipi storiografici che ne hanno tramandato ritratti parziali. Nel loro status di figlie e mogli, queste donne furono strumento di logiche di potere fondate su modelli culturali che esse stesse dovettero accettare, sperimentandone i limiti così come i vantaggi potenziali. Rileggendo le biografie di queste donne appartenenti a tre differenti generazioni da una prospettiva di genere, ci si propone di collocare le loro storie entro un contesto politico e culturale in mutamento che interessò anche i ruoli femminili all’interno delle dinamiche famigliari. Isotta, Elisabetta e Giulia erano andate in spose a signori di dominii governati per conto della Chiesa. Si trattava di territori minori rispetto agli stati regionali oramai formatisi nell’arco cronologico preso in esame, che continuavano a mantenere un ruolo chiave e di rilievo dal punto di vista geopolitico perché ancora autonomi e capaci di destabilizzare gli equilibri generali. Le storie delle donne qui prese in considerazione sono il risultato delle modalità attraverso le quali i signori di questi dominii decisero di gestire la loro precarietà politica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



