Questo volume ricostruisce la storia dell’Istituto Sordomute Povere di Bologna tra XIX e XX secolo, collocandola nel più ampio quadro delle politiche educative e assistenziali dell’epoca. Attingendo al fondo archivistico della Fondazione del Pio Istituto Sordomute Povere, la ricerca riporta alla luce aspetti inediti delle pratiche ed esperienze educative delle allieve colte nel loro vissuto quotidiano. In tale contesto si distingue la figura di Giuseppina Ranuzzi, definita dalle fonti coeve “prima educatrice dei sordomuti a Bologna”: la sua Iniziativa, di carattere pionieristico, aprì nuove possibilità educative e contribuì alla nascita e alla diffusione di istituti analoghi nel contesto cittadino. Ne emerge il profilo di un’istituzione che, oltre a segnare una tappa fondamentale nella storia dell’educazione dei sordi, continua ancora oggi a rappresentare un patrimonio vivo: una memoria che attraversa il tempo e che contribuisce a ridefinire, nel presente, funzioni, confini e legittimazioni.
Raimondo, R. (2026). Dare voce al silenzio. L’esperienza educativa dell’Istituto per giovani sordomute a Bologna tra Otto e Novecento. Bologna : Alma Mater Studiorum Università di Bologna [10.6092/unibo/amsacta/8925].
Dare voce al silenzio. L’esperienza educativa dell’Istituto per giovani sordomute a Bologna tra Otto e Novecento
Rossella Raimondo
2026
Abstract
Questo volume ricostruisce la storia dell’Istituto Sordomute Povere di Bologna tra XIX e XX secolo, collocandola nel più ampio quadro delle politiche educative e assistenziali dell’epoca. Attingendo al fondo archivistico della Fondazione del Pio Istituto Sordomute Povere, la ricerca riporta alla luce aspetti inediti delle pratiche ed esperienze educative delle allieve colte nel loro vissuto quotidiano. In tale contesto si distingue la figura di Giuseppina Ranuzzi, definita dalle fonti coeve “prima educatrice dei sordomuti a Bologna”: la sua Iniziativa, di carattere pionieristico, aprì nuove possibilità educative e contribuì alla nascita e alla diffusione di istituti analoghi nel contesto cittadino. Ne emerge il profilo di un’istituzione che, oltre a segnare una tappa fondamentale nella storia dell’educazione dei sordi, continua ancora oggi a rappresentare un patrimonio vivo: una memoria che attraversa il tempo e che contribuisce a ridefinire, nel presente, funzioni, confini e legittimazioni.| File | Dimensione | Formato | |
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