Ideata da Fillìa, Filippo Tommaso Marinetti e Federico Defilippis, la prima mostra del Naturismo Futurista rappresentò una solenne celebrazione dell’omonimo movimento, nato negli anni Trenta dalla sintesi degli ideali futuristi e naturisti, con il preciso intento di ridefinire il rapporto tra uomo e natura. L’esposizione fu inaugurata nel 1935 presso il Palazzo della Promotrice Belle Arti di Torino. Si optò per una articolata suddivisione in quattordici sezioni tematiche, ognuna delle quali espressamente dedicata a un aspetto specifico del rapporto tra ambiente, produttività e progresso. L’evento fu ideato, costruito e di fatto recepito quale manifestazione propagandistica e celebrativa del movimento nonché della nazione italiana, descritta come sistema indipendente e dinamico. Particolare enfasi fu riservata all’autonomia agricola e industriale, alla modernizzazione delle pratiche rurali e alla valorizzazione delle risorse territoriali. L’esaltazione del progresso tecnico, fondamentale ai fini dello sviluppo economico e della maggior efficacia nella gestione delle risorse naturali, rifletteva una visione di rinnovamento dedicata a garantire l’autosufficienza e la crescita sostenibile del Paese. Attraverso un allestimento innovativo e multisensoriale, diretto a valorizzare le eccellenze locali e il saper fare italiano, la mostra prefigurava quella che in seguito sarà identificata come l’essenza del Made in Italy.
Brianzi, E. (2025). Alle radici del Made in Italy: la Mostra del Naturismo Futurista in Piemonte (1935). Bologna : Bologna University Press [10.30682/9791254776698].
Alle radici del Made in Italy: la Mostra del Naturismo Futurista in Piemonte (1935)
Elena Brianzi
2025
Abstract
Ideata da Fillìa, Filippo Tommaso Marinetti e Federico Defilippis, la prima mostra del Naturismo Futurista rappresentò una solenne celebrazione dell’omonimo movimento, nato negli anni Trenta dalla sintesi degli ideali futuristi e naturisti, con il preciso intento di ridefinire il rapporto tra uomo e natura. L’esposizione fu inaugurata nel 1935 presso il Palazzo della Promotrice Belle Arti di Torino. Si optò per una articolata suddivisione in quattordici sezioni tematiche, ognuna delle quali espressamente dedicata a un aspetto specifico del rapporto tra ambiente, produttività e progresso. L’evento fu ideato, costruito e di fatto recepito quale manifestazione propagandistica e celebrativa del movimento nonché della nazione italiana, descritta come sistema indipendente e dinamico. Particolare enfasi fu riservata all’autonomia agricola e industriale, alla modernizzazione delle pratiche rurali e alla valorizzazione delle risorse territoriali. L’esaltazione del progresso tecnico, fondamentale ai fini dello sviluppo economico e della maggior efficacia nella gestione delle risorse naturali, rifletteva una visione di rinnovamento dedicata a garantire l’autosufficienza e la crescita sostenibile del Paese. Attraverso un allestimento innovativo e multisensoriale, diretto a valorizzare le eccellenze locali e il saper fare italiano, la mostra prefigurava quella che in seguito sarà identificata come l’essenza del Made in Italy.| File | Dimensione | Formato | |
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