L’articolo esamina il sistema di censura cinematografica in Italia tra il 1948 e il 1957, evidenziandone la funzione strutturale nei processi di ricostruzione democratica e di regolazione dell’industria audiovisiva. A partire dalla continuità normativa con il regolamento del 1923, il saggio analizza la gestione Andreotti, fondata sull’intreccio tra controllo morale, anticomunismo e politiche di sostegno al cinema nazionale, nonché le successive derive restrittive e i tentativi di riforma degli anni Cinquanta. Particolare attenzione è dedicata al documentario, inteso come ambito privilegiato di una censura indiretta e pervasiva, funzionale alla costruzione di un’immagine nazionale coerente con gli equilibri della Guerra Fredda. Attraverso le categorie di soft power e biopotere, il contributo mostra come la censura operi non solo in forma repressiva, ma anche mediante pratiche di selezione e orientamento simbolico, configurandosi come dispositivo integrato nelle politiche culturali dello Stato.
Farinacci, E., Desole, A.P. (2025). 1948-1958. Censura e modernità nel cinema italiano: tra ricostruzione, propaganda e controllo. Roma : Carocci.
1948-1958. Censura e modernità nel cinema italiano: tra ricostruzione, propaganda e controllo
Elisa Farinacci
;Angelo Pietro Desole
2025
Abstract
L’articolo esamina il sistema di censura cinematografica in Italia tra il 1948 e il 1957, evidenziandone la funzione strutturale nei processi di ricostruzione democratica e di regolazione dell’industria audiovisiva. A partire dalla continuità normativa con il regolamento del 1923, il saggio analizza la gestione Andreotti, fondata sull’intreccio tra controllo morale, anticomunismo e politiche di sostegno al cinema nazionale, nonché le successive derive restrittive e i tentativi di riforma degli anni Cinquanta. Particolare attenzione è dedicata al documentario, inteso come ambito privilegiato di una censura indiretta e pervasiva, funzionale alla costruzione di un’immagine nazionale coerente con gli equilibri della Guerra Fredda. Attraverso le categorie di soft power e biopotere, il contributo mostra come la censura operi non solo in forma repressiva, ma anche mediante pratiche di selezione e orientamento simbolico, configurandosi come dispositivo integrato nelle politiche culturali dello Stato.| File | Dimensione | Formato | |
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