Il contributo interroga il carcere come dispositivo politico e culturale che si riproduce oltre i suoi confini istituzionali, radicandosi in un senso comune punitivo diffuso. A partire dal pensiero foucaultiano e dalle pratiche del Groupe d’Information sur les Prisons, l’analisi valorizza le narrazioni delle persone recluse come strumenti di rottura dell’immaginario dominante e di costruzione di contro-saperi. Le pratiche educative e relazionali dentro il carcere vengono lette come spazi di possibilità politica. Il testo sposta così l’attenzione dalla riforma dell’istituzione alla messa in discussione della punizione stessa, aprendo alla necessità di ripensare radicalmente il rapporto tra carcere, città e società.
De Rocco, G. (2026). "Il tempo stringe". Foucault, narrazioni e pratiche contro la punizione.. Bologna : Bordeaux.
"Il tempo stringe". Foucault, narrazioni e pratiche contro la punizione.
giulia de rocco
2026
Abstract
Il contributo interroga il carcere come dispositivo politico e culturale che si riproduce oltre i suoi confini istituzionali, radicandosi in un senso comune punitivo diffuso. A partire dal pensiero foucaultiano e dalle pratiche del Groupe d’Information sur les Prisons, l’analisi valorizza le narrazioni delle persone recluse come strumenti di rottura dell’immaginario dominante e di costruzione di contro-saperi. Le pratiche educative e relazionali dentro il carcere vengono lette come spazi di possibilità politica. Il testo sposta così l’attenzione dalla riforma dell’istituzione alla messa in discussione della punizione stessa, aprendo alla necessità di ripensare radicalmente il rapporto tra carcere, città e società.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


