Nel dibattito pubblico italiano, la condizione dei giovani che non studiano, non lavorano e non sono in formazione viene spesso interpretata come l’esito di mancanza di motivazione, passività o scelte individuali sbagliate. Il volume analizza, invece, il fenomeno a partire dalle disuguaglianze sociali, educative e territoriali che segnano le transizioni alla vita adulta. In questa prospettiva, la condizione NEET viene letta come prodotto di una distribuzione diseguale di vincoli strutturali e risorse individuali. Il libro si concentra sul caso italiano, uno dei contesti europei più esposti al rischio di esclusione giovanile. Sebbene negli ultimi anni il tasso dei NEET si sia sensibilmente ridotto, in Italia questa condizione riguarda ancora circa un milione e mezzo di giovani. La diminuzione dell’indicatore non implica il venir meno dei meccanismi di disuguaglianza: genere, origine sociale, territorio, background migratorio, sistema educativo, mercato del lavoro e welfare continuano a definire opportunità e vincoli in modo diseguale. Ne emerge un quadro che restituisce complessità a un fenomeno troppo spesso semplificato, mostrando come la diminuzione del tasso non coincida automaticamente con una riduzione delle disuguaglianze e mettendo in luce, al tempo stesso, i limiti dei dati e delle politiche nel cogliere e contrastare i processi più persistenti di esclusione giovanile.
Villani, M. (2026). La condizione NEET tra esclusione e disuguaglianze in Italia. Analisi critica del concetto e delle evidenze empiriche. Bologna : Bologna University Press [10.30682/9791254777688].
La condizione NEET tra esclusione e disuguaglianze in Italia. Analisi critica del concetto e delle evidenze empiriche
Villani, Marialuisa
2026
Abstract
Nel dibattito pubblico italiano, la condizione dei giovani che non studiano, non lavorano e non sono in formazione viene spesso interpretata come l’esito di mancanza di motivazione, passività o scelte individuali sbagliate. Il volume analizza, invece, il fenomeno a partire dalle disuguaglianze sociali, educative e territoriali che segnano le transizioni alla vita adulta. In questa prospettiva, la condizione NEET viene letta come prodotto di una distribuzione diseguale di vincoli strutturali e risorse individuali. Il libro si concentra sul caso italiano, uno dei contesti europei più esposti al rischio di esclusione giovanile. Sebbene negli ultimi anni il tasso dei NEET si sia sensibilmente ridotto, in Italia questa condizione riguarda ancora circa un milione e mezzo di giovani. La diminuzione dell’indicatore non implica il venir meno dei meccanismi di disuguaglianza: genere, origine sociale, territorio, background migratorio, sistema educativo, mercato del lavoro e welfare continuano a definire opportunità e vincoli in modo diseguale. Ne emerge un quadro che restituisce complessità a un fenomeno troppo spesso semplificato, mostrando come la diminuzione del tasso non coincida automaticamente con una riduzione delle disuguaglianze e mettendo in luce, al tempo stesso, i limiti dei dati e delle politiche nel cogliere e contrastare i processi più persistenti di esclusione giovanile.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


