Bruce Russett e John Oneal: la teoria neokantiana della pace perpetua E.Baroncelli Triangulating Peace: Democracy, Interdependence and International Organizations, di Bruce Russett e John Oneal, esce nel 2001. In forma scorrevole, nonostante contenuti densi e numerosi riferimenti tecnici, Triangulating Peace ripercorre la pluriennale ricerca degli autori a supporto della teoria neokantiana secondo cui la democrazia, l’interdipendenza economica (commercio) e le organizzazioni internazionali hanno avuto un effetto pacificatore, sia indipendente che congiunto, sui rapporti interstatali nel periodo 1885-1992. L’osservazione empirica della pressoché totale assenza di guerre tra regimi democratici (c.d. pace separata o pace democratica) confermava la tesi secondo cui ‘l’autogoverno popolare’ era ‘lo strumento per sfuggire alle trappole dell’anarchia internazionale’ [Panebianco 1997, 55]. Richiamando il Kant del Progetto per la pace perpetua [1795], la scuola neokantiana delle Ri ha ipotizzato, provato empiricamente e, in buona misura, spiegato il legame positivo tra liberaldemocrazia condivisa (il repubblicanesimo kantiano) e pace. Il recupero tardivo è ascrivibile al fatto che ‘la maggior parte delle connessioni tra politica estera e relazioni internazionali era stata lasciata da parte dietro suggerimento di realisti quali Kenneth Waltz’ [Gartzke e Hewitt 2010, 116]. Tecniche di manipolazione dei dati ancora poco evolute, ed una base empirica ristretta hanno poi concorso ad un iniziale rigetto dell’ipotesi di una minore conflittualità nei rapporti tra democrazie. Le ragioni del successo di Triangulating Peace non vanno dunque ricercate nella novità delle argomentazioni. Ciò non toglie che i pregi dell’opera, in buona parte coincidenti con i motivi per cui essa è considerata a ragione un classico delle Ri, siano, tuttavia, molteplici e notevoli. Primo, il volume, ‘un magistrale tour de force’ [Ward 2002, 484], costituisce una summa delle ipotesi, verifiche empiriche e rielaborazioni teoriche della scuola neokantiana. Russett e Oneal elaborano congiuntamente le ipotesi-chiave di tre dei più importanti filoni della riflessione liberale sulla pace, riunendoli sotto l’egida ‘illustre’ del disegno kantiano, nel solco dell’analisi pionieristica compiuta da Michael Doyle: la ‘pace democratica’, la pace attraverso il commercio e la pace attraverso il diritto. Secondo, Triangulating peace indaga empiricamente molti dei collegamenti reciproci tra quei tre ordini di argomentazioni, proponendo un disegno complessivo di ragguardevole portata, secondo cui le tre ‘vie kantiane’ alla pace si rafforzerebbero vicendevolmente e sarebbero a loro volta rafforzate dal consolidamento di relazioni pacifiche tra gli stati. Terzo, Russett e Oneal confrontano direttamente le tre ipotesi kantiane tra di loro, valutandone la rilevanza anche rispetto alle principali ipotesi realiste, culturali e neomarxiste di spiegazione della guerra. L’altro filo conduttore del volume è il dialogo costante sia con filoni interni al liberalismo, ma esterni alla scuola neokantiana, sia con approcci non liberali allo studio delle Ri, al livello sia degli assunti originari che degli esiti. Il rigore analitico delle numerose verifiche statistiche, corroborato anche da una nutrita appendice, è infine un notevole punto di forza di Triangulating Peace, definito ‘il libro di gran lunga migliore e più interessante mai scritto nella tradizione quantitativa degli studi di politica internazionale’ [Weede 2001, 645].

Bruce Russett e John Oneal: la teoria neokantiana della pace perpetua

BARONCELLI, EUGENIA
2011

Abstract

Bruce Russett e John Oneal: la teoria neokantiana della pace perpetua E.Baroncelli Triangulating Peace: Democracy, Interdependence and International Organizations, di Bruce Russett e John Oneal, esce nel 2001. In forma scorrevole, nonostante contenuti densi e numerosi riferimenti tecnici, Triangulating Peace ripercorre la pluriennale ricerca degli autori a supporto della teoria neokantiana secondo cui la democrazia, l’interdipendenza economica (commercio) e le organizzazioni internazionali hanno avuto un effetto pacificatore, sia indipendente che congiunto, sui rapporti interstatali nel periodo 1885-1992. L’osservazione empirica della pressoché totale assenza di guerre tra regimi democratici (c.d. pace separata o pace democratica) confermava la tesi secondo cui ‘l’autogoverno popolare’ era ‘lo strumento per sfuggire alle trappole dell’anarchia internazionale’ [Panebianco 1997, 55]. Richiamando il Kant del Progetto per la pace perpetua [1795], la scuola neokantiana delle Ri ha ipotizzato, provato empiricamente e, in buona misura, spiegato il legame positivo tra liberaldemocrazia condivisa (il repubblicanesimo kantiano) e pace. Il recupero tardivo è ascrivibile al fatto che ‘la maggior parte delle connessioni tra politica estera e relazioni internazionali era stata lasciata da parte dietro suggerimento di realisti quali Kenneth Waltz’ [Gartzke e Hewitt 2010, 116]. Tecniche di manipolazione dei dati ancora poco evolute, ed una base empirica ristretta hanno poi concorso ad un iniziale rigetto dell’ipotesi di una minore conflittualità nei rapporti tra democrazie. Le ragioni del successo di Triangulating Peace non vanno dunque ricercate nella novità delle argomentazioni. Ciò non toglie che i pregi dell’opera, in buona parte coincidenti con i motivi per cui essa è considerata a ragione un classico delle Ri, siano, tuttavia, molteplici e notevoli. Primo, il volume, ‘un magistrale tour de force’ [Ward 2002, 484], costituisce una summa delle ipotesi, verifiche empiriche e rielaborazioni teoriche della scuola neokantiana. Russett e Oneal elaborano congiuntamente le ipotesi-chiave di tre dei più importanti filoni della riflessione liberale sulla pace, riunendoli sotto l’egida ‘illustre’ del disegno kantiano, nel solco dell’analisi pionieristica compiuta da Michael Doyle: la ‘pace democratica’, la pace attraverso il commercio e la pace attraverso il diritto. Secondo, Triangulating peace indaga empiricamente molti dei collegamenti reciproci tra quei tre ordini di argomentazioni, proponendo un disegno complessivo di ragguardevole portata, secondo cui le tre ‘vie kantiane’ alla pace si rafforzerebbero vicendevolmente e sarebbero a loro volta rafforzate dal consolidamento di relazioni pacifiche tra gli stati. Terzo, Russett e Oneal confrontano direttamente le tre ipotesi kantiane tra di loro, valutandone la rilevanza anche rispetto alle principali ipotesi realiste, culturali e neomarxiste di spiegazione della guerra. L’altro filo conduttore del volume è il dialogo costante sia con filoni interni al liberalismo, ma esterni alla scuola neokantiana, sia con approcci non liberali allo studio delle Ri, al livello sia degli assunti originari che degli esiti. Il rigore analitico delle numerose verifiche statistiche, corroborato anche da una nutrita appendice, è infine un notevole punto di forza di Triangulating Peace, definito ‘il libro di gran lunga migliore e più interessante mai scritto nella tradizione quantitativa degli studi di politica internazionale’ [Weede 2001, 645].
Le grandi opere delle relazioni internazionali
239
260
Baroncelli E.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/105515
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