Post-scriptum. Sopravvivenze d'inchiostro e pergamena è una mostra allestita presso il Museo d’arte Lercaro, sviluppata nell’ambito del progetto REcycled meDieval DIplomatic fragmentS (REDDIS) (PRIN 2022 PNRR) finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU, in collaborazione con Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica – Centro Studi RAM (Ricerche e Analisi Manoscritti) e Archivio Generale Arcivescovile di Bologna a cura di Giovanni Gardini, Maddalena Modesti, Roberta Napoletano, Cristina Solidoro con la partecipazione del collettivo Antonello Ghezzi e di Sara Vasini. L'esposizione esplora una peculiare e forse inattesa forma di sopravvivenza del patrimonio di testi e di scritture prodotti a mano nel Medioevo e in Età moderna: quella del riuso della pergamena di scarto. Libri e documenti che non si leggevano più o che avevano perso valore, anziché essere gettati al macero venivano smembrati e ridotti in frammenti per essere poi riciclati in vario modo, ma soprattutto come materiale da legatoria. Seppur trasformati in meri lacerti e brandelli testuali, essi sono preziosissimi testimoni di ciò che un tempo furono documenti autentici, pubblici, privati o di carattere amministrativo, e codici vergati da mani pazienti, magari decorati, letti e annotati prima di essere rimossi dagli scaffali e scartati. L’Archivio Generale Arcivescovile restituisce un ricchissimo campionario di tali ‘ex-documenti’ ed ‘ex-libri’, per così dire, databili dall'VIII fino al XVIII secolo, tanto più interessante perché non limitato all’ambito latino, ma provvisto anche di testimonianze in volgare, ebraiche e persino greche ed arabe, ad attestazione della pervasività e trasversalità delle pratiche di reimpiego della pergamena. Il visitatore potrà stupirsi, allora, di trovare tra i frammenti esposti tracce di veri e propri best sellers della nostra letteratura latina e medievale accanto a resti di raffinati libri liturgici e musicali, di testi universitari e persino di Statuti cittadini. La mostra propone inoltre un percorso inedito e originale attraverso i relitti documentari, le cui grinze di pergamena riciclata lasciano talvolta emergere microstorie, rimandano echi di avvenimenti, persone, beni e luoghi della storia di Bologna di cui spesso non si è conservata altra memoria. Tutto questo induce a riflettere da un lato sui processi di selezione e salvaguardia della nostra eredità di cultura scritta e sulla transitorietà e caducità non solo dei testi, ma anche dei loro media; dall’altro sollecita lo spettatore a riscoprire pratiche virtuose e modelli di comportamento ecosostenibili che affondano le loro radici nella nostra più antica tradizione culturale. Per rendere più evocativa l’esperienza del visitatore, l’esposizione accoglie anche le opere di Antonello Ghezzi e Sara Vasini, creando un suggestivo dialogo tra antiche sopravvivenze d’inchiostro e pergamena e arte contemporanea, tra vecchi e nuovi linguaggi espressivi attorno ai temi della memoria, della cultura scritta e del riuso. La mostra si è avvalsa della consulenza e collaborazione di un importante comitato scientifico composto da Emma Abate, Giuseppe De Gregorio, Giovanni Gardini, Michele Impagnatiello, Elena Lolli, Simone Marchesani, Maddalena Modesti, Roberta Napoletano, don Riccardo Pane, Arianna Pastorini, Cristina Solidoro, Giacomo Vignodelli, Annafelicia Zuffrano.

Modesti, M., Solidoro, C., Napoletano, R., Gardini, G. (2025). Post-scriptum. Sopravvivenze d'inchiostro e pergamena.

Post-scriptum. Sopravvivenze d'inchiostro e pergamena

Maddalena Modesti
;
Cristina Solidoro
;
Roberta Napoletano
;
2025

Abstract

Post-scriptum. Sopravvivenze d'inchiostro e pergamena è una mostra allestita presso il Museo d’arte Lercaro, sviluppata nell’ambito del progetto REcycled meDieval DIplomatic fragmentS (REDDIS) (PRIN 2022 PNRR) finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU, in collaborazione con Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica – Centro Studi RAM (Ricerche e Analisi Manoscritti) e Archivio Generale Arcivescovile di Bologna a cura di Giovanni Gardini, Maddalena Modesti, Roberta Napoletano, Cristina Solidoro con la partecipazione del collettivo Antonello Ghezzi e di Sara Vasini. L'esposizione esplora una peculiare e forse inattesa forma di sopravvivenza del patrimonio di testi e di scritture prodotti a mano nel Medioevo e in Età moderna: quella del riuso della pergamena di scarto. Libri e documenti che non si leggevano più o che avevano perso valore, anziché essere gettati al macero venivano smembrati e ridotti in frammenti per essere poi riciclati in vario modo, ma soprattutto come materiale da legatoria. Seppur trasformati in meri lacerti e brandelli testuali, essi sono preziosissimi testimoni di ciò che un tempo furono documenti autentici, pubblici, privati o di carattere amministrativo, e codici vergati da mani pazienti, magari decorati, letti e annotati prima di essere rimossi dagli scaffali e scartati. L’Archivio Generale Arcivescovile restituisce un ricchissimo campionario di tali ‘ex-documenti’ ed ‘ex-libri’, per così dire, databili dall'VIII fino al XVIII secolo, tanto più interessante perché non limitato all’ambito latino, ma provvisto anche di testimonianze in volgare, ebraiche e persino greche ed arabe, ad attestazione della pervasività e trasversalità delle pratiche di reimpiego della pergamena. Il visitatore potrà stupirsi, allora, di trovare tra i frammenti esposti tracce di veri e propri best sellers della nostra letteratura latina e medievale accanto a resti di raffinati libri liturgici e musicali, di testi universitari e persino di Statuti cittadini. La mostra propone inoltre un percorso inedito e originale attraverso i relitti documentari, le cui grinze di pergamena riciclata lasciano talvolta emergere microstorie, rimandano echi di avvenimenti, persone, beni e luoghi della storia di Bologna di cui spesso non si è conservata altra memoria. Tutto questo induce a riflettere da un lato sui processi di selezione e salvaguardia della nostra eredità di cultura scritta e sulla transitorietà e caducità non solo dei testi, ma anche dei loro media; dall’altro sollecita lo spettatore a riscoprire pratiche virtuose e modelli di comportamento ecosostenibili che affondano le loro radici nella nostra più antica tradizione culturale. Per rendere più evocativa l’esperienza del visitatore, l’esposizione accoglie anche le opere di Antonello Ghezzi e Sara Vasini, creando un suggestivo dialogo tra antiche sopravvivenze d’inchiostro e pergamena e arte contemporanea, tra vecchi e nuovi linguaggi espressivi attorno ai temi della memoria, della cultura scritta e del riuso. La mostra si è avvalsa della consulenza e collaborazione di un importante comitato scientifico composto da Emma Abate, Giuseppe De Gregorio, Giovanni Gardini, Michele Impagnatiello, Elena Lolli, Simone Marchesani, Maddalena Modesti, Roberta Napoletano, don Riccardo Pane, Arianna Pastorini, Cristina Solidoro, Giacomo Vignodelli, Annafelicia Zuffrano.
2025
Modesti, M., Solidoro, C., Napoletano, R., Gardini, G. (2025). Post-scriptum. Sopravvivenze d'inchiostro e pergamena.
Modesti, Maddalena; Solidoro, Cristina; Napoletano, Roberta; Gardini, Giovanni
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/1055090
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