L’articolo ripercorre l’evoluzione della digitalizzazione dei disegni autografi di Andrea Palladio, dalla campagna 2D avviata nel 2002 con il progetto Palladio Digitale alla recente acquisizione tridimensionale dell’intero nucleo vicentino (2023–2024). Se la prima fase aveva costruito un archivio fotografico ad alta risoluzione, fondato su standard di qualità e orientato alla tutela e alla diffusione, la nuova stagione introduce un cambio di paradigma: dalla rappresentazione alla “copia digitale”. Attraverso tecniche di fotometria multi-light, colorimetria avanzata e modellazione 3D (sistema ISLe), i disegni vengono restituiti come oggetti tridimensionali, capaci di rendere topografia superficiale, proprietà ottiche e stratificazioni materiali. La copia digitale diventa così strumento epistemico: consente di leggere solchi, pressioni, filigrane e correzioni, ricostruendo la sequenza operativa dell’autore e aprendo nuove prospettive filologiche, conservative e museografiche. Il contributo evidenzia come il passaggio dal 2D al 3D non rappresenti una rottura, ma il compimento di un percorso che trasforma l’archivio in laboratorio di ricerca e ridefinisce le modalità di accesso, studio e condivisione del patrimonio grafico palladiano.
Gaiani, M., Baldissini, S. (2025). Copie digitali e record management dei disegni palladiani. Vicenza : Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio.
Copie digitali e record management dei disegni palladiani
Marco Gaiani;
2025
Abstract
L’articolo ripercorre l’evoluzione della digitalizzazione dei disegni autografi di Andrea Palladio, dalla campagna 2D avviata nel 2002 con il progetto Palladio Digitale alla recente acquisizione tridimensionale dell’intero nucleo vicentino (2023–2024). Se la prima fase aveva costruito un archivio fotografico ad alta risoluzione, fondato su standard di qualità e orientato alla tutela e alla diffusione, la nuova stagione introduce un cambio di paradigma: dalla rappresentazione alla “copia digitale”. Attraverso tecniche di fotometria multi-light, colorimetria avanzata e modellazione 3D (sistema ISLe), i disegni vengono restituiti come oggetti tridimensionali, capaci di rendere topografia superficiale, proprietà ottiche e stratificazioni materiali. La copia digitale diventa così strumento epistemico: consente di leggere solchi, pressioni, filigrane e correzioni, ricostruendo la sequenza operativa dell’autore e aprendo nuove prospettive filologiche, conservative e museografiche. Il contributo evidenzia come il passaggio dal 2D al 3D non rappresenti una rottura, ma il compimento di un percorso che trasforma l’archivio in laboratorio di ricerca e ridefinisce le modalità di accesso, studio e condivisione del patrimonio grafico palladiano.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


