Quado nel 2005 uscì negli Stati Uniti il libro di Richard Louv "The last child in the wood" il concetto di “Nature deficit disorder” cominciò a diffondersi come una provocazione dotata di una forza persuasiva (evedence based si direbbe) che andava al di là della sua validazione scientifica, che obbiettivamente non aveva. L’idea cioè che la progressiva espropriazione di tempi e spazi dedicati al rapporto con gli ambienti e gli elementi naturali, quindi in generale con l’ambiente esterno, generasse un disturbo (disorder) che si manifestava in varie forme durante l’età dello sviluppo, fu un’intuizione dovuta a quel “buon senso” che nasce dal sapere dell’esperienza a cui dovremmo tutti saper attingere, mettendo in dubbio il “senso comune”.
Farné, R. (2026). Buon senso, scientificità e sostenibilità dell'outdoor education. Reggio Emilia : Edizioni Junior.
Buon senso, scientificità e sostenibilità dell'outdoor education
Roberto Farné
2026
Abstract
Quado nel 2005 uscì negli Stati Uniti il libro di Richard Louv "The last child in the wood" il concetto di “Nature deficit disorder” cominciò a diffondersi come una provocazione dotata di una forza persuasiva (evedence based si direbbe) che andava al di là della sua validazione scientifica, che obbiettivamente non aveva. L’idea cioè che la progressiva espropriazione di tempi e spazi dedicati al rapporto con gli ambienti e gli elementi naturali, quindi in generale con l’ambiente esterno, generasse un disturbo (disorder) che si manifestava in varie forme durante l’età dello sviluppo, fu un’intuizione dovuta a quel “buon senso” che nasce dal sapere dell’esperienza a cui dovremmo tutti saper attingere, mettendo in dubbio il “senso comune”.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



