Il contributo analizza il rapporto tra Gabriele Paleotti e Carlo Sigonio nel contesto del dibattito storiografico post-tridentino, confrontandosi con la nota interpretazione di Paolo Prodi, che ha visto nello storico modenese un interlocutore significativo del progetto riformatore paleottiano in ambito di historia sacra. Attraverso l’esame delle opere pubblicate tra il 1574 e il 1582 – in particolare il De regno Italiae, il De occidentali imperio, il commento alla Historia sacra di Sulpicio Severo e il De republica Hebraeorum – il saggio ricostruisce la coerenza interna del progetto storiografico di Sigonio. Dall’analisi emerge come la riflessione sigoniana sulla storia delle istituzioni italiane dalla tarda antichità al Medioevo si intrecci con una più ampia indagine sui fondamenti del potere civile ed ecclesiastico. La discussione sulla Donazione di Costantino, la ricostruzione delle origini del potere temporale del papato e l’attenzione alla distinzione tra sfera religiosa e civile nella respublica Hebraeorum mostrano come l’historia sacra sia parte integrante di una riflessione storico-istituzionale più ampia. Il saggio suggerisce che, accanto agli elementi di collaborazione con il cardinale Paleotti, sia possibile riconoscere in Sigonio anche una linea di ricerca autonoma, orientata a definire i limiti giurisdizionali delle diverse autorità e a inserirsi nel più vasto dibattito europeo sulla scrittura della storia e sulla legittimazione del potere. In tal modo, la figura di Sigonio si colloca in una posizione complessa, tra istanze riformatrici interne alla Chiesa e un progetto storiografico dotato di una propria specificità.
Bartolucci, G. (2025). GABRIELE PALEOTTI, CARLO SIGONIO E L’HISTORIA SACRA. Roma : Storia e Letteratura.
GABRIELE PALEOTTI, CARLO SIGONIO E L’HISTORIA SACRA
Guido Bartolucci
2025
Abstract
Il contributo analizza il rapporto tra Gabriele Paleotti e Carlo Sigonio nel contesto del dibattito storiografico post-tridentino, confrontandosi con la nota interpretazione di Paolo Prodi, che ha visto nello storico modenese un interlocutore significativo del progetto riformatore paleottiano in ambito di historia sacra. Attraverso l’esame delle opere pubblicate tra il 1574 e il 1582 – in particolare il De regno Italiae, il De occidentali imperio, il commento alla Historia sacra di Sulpicio Severo e il De republica Hebraeorum – il saggio ricostruisce la coerenza interna del progetto storiografico di Sigonio. Dall’analisi emerge come la riflessione sigoniana sulla storia delle istituzioni italiane dalla tarda antichità al Medioevo si intrecci con una più ampia indagine sui fondamenti del potere civile ed ecclesiastico. La discussione sulla Donazione di Costantino, la ricostruzione delle origini del potere temporale del papato e l’attenzione alla distinzione tra sfera religiosa e civile nella respublica Hebraeorum mostrano come l’historia sacra sia parte integrante di una riflessione storico-istituzionale più ampia. Il saggio suggerisce che, accanto agli elementi di collaborazione con il cardinale Paleotti, sia possibile riconoscere in Sigonio anche una linea di ricerca autonoma, orientata a definire i limiti giurisdizionali delle diverse autorità e a inserirsi nel più vasto dibattito europeo sulla scrittura della storia e sulla legittimazione del potere. In tal modo, la figura di Sigonio si colloca in una posizione complessa, tra istanze riformatrici interne alla Chiesa e un progetto storiografico dotato di una propria specificità.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



