Il contributo esamina il ruolo dell’intertestualità tragica nella declamazione latina, con particolare attenzione alla presenza delle tragedie senecane nel corpus scolastico. Nella prima parte si analizzano due esempi tratti dalle Declamationes maiores, che mostrano come il recupero di Seneca, attraverso citazioni dirette o allusioni tematiche, rappresenti un dispositivo retorico funzionale per creare atmosfere di forte pathos e per reinterpretare figure familiari al pubblico scolastico. Nella seconda parte, la Declamatio minor 256 è scelta come caso di studio significativo per approfondire il concetto di ‘intertestualità a vocazione didattica’: l’intera controversia è infatti modellata sul paradigma tragico dell’Hercules furens, che viene adattato in base alle esigenze dell’argomentazione e, in alcuni casi, contaminato con quello edipico. Un’attenta lettura del testo mostra come il declamatore utilizzi il modello tragico non solo per elevare lo stile del discorso, ma anche e soprattutto per delineare una persona riconoscibile e insieme per fornire agli studenti una guida pratica all’uso dei colores. L’analisi di questi casi dimostra, quindi, che nella retorica di scuola latina la memoria letteraria senecana può essere utile a guidare l'argomentazione, insegnando agli aspiranti declamatori come sviluppare temi complessi attraverso paradigmi tragici consolidati e confermando così il ruolo della declamazione come laboratorio di formazione letteraria e culturale.
Valenzano, C. (2026). Visiting the library of the vir bonus dicendi peritus: quotations and literary models in Latin declamation. Perugia : Pliniana.
Visiting the library of the vir bonus dicendi peritus: quotations and literary models in Latin declamation
Chiara Valenzano
2026
Abstract
Il contributo esamina il ruolo dell’intertestualità tragica nella declamazione latina, con particolare attenzione alla presenza delle tragedie senecane nel corpus scolastico. Nella prima parte si analizzano due esempi tratti dalle Declamationes maiores, che mostrano come il recupero di Seneca, attraverso citazioni dirette o allusioni tematiche, rappresenti un dispositivo retorico funzionale per creare atmosfere di forte pathos e per reinterpretare figure familiari al pubblico scolastico. Nella seconda parte, la Declamatio minor 256 è scelta come caso di studio significativo per approfondire il concetto di ‘intertestualità a vocazione didattica’: l’intera controversia è infatti modellata sul paradigma tragico dell’Hercules furens, che viene adattato in base alle esigenze dell’argomentazione e, in alcuni casi, contaminato con quello edipico. Un’attenta lettura del testo mostra come il declamatore utilizzi il modello tragico non solo per elevare lo stile del discorso, ma anche e soprattutto per delineare una persona riconoscibile e insieme per fornire agli studenti una guida pratica all’uso dei colores. L’analisi di questi casi dimostra, quindi, che nella retorica di scuola latina la memoria letteraria senecana può essere utile a guidare l'argomentazione, insegnando agli aspiranti declamatori come sviluppare temi complessi attraverso paradigmi tragici consolidati e confermando così il ruolo della declamazione come laboratorio di formazione letteraria e culturale.| File | Dimensione | Formato | |
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