Ad ogni passo in avanti del popolo profano e secolarizzato, dunque, suole corrispondere un passo indietro del popolo sacro e religioso. E viceversa. La vaga frontiera tra l’uno e l’altro, tra il populismo e i suoi nemici, è elastica e mutevole. A prima vista, il popolo profano, seppur fra urti e traumi, ne ha fatti in abbondanza. Ma la risacca populista non è meno veemente e non solo ovunque nel mondo, dove Nazione e religione, fede e politica, dalla Russia all’India, dall’Indonesia all’Iran, tornano come un tempo a fondersi invocando Dio, patria e popolo: anche nel cuore stesso del mondo atlantico, perfino in quello anglosassone e protestante che del popolo profano fu pioniere (Mokyr, 2018). Alle frontiere sempre mobili del mondo secolare avvampa la sacra reazione dei popoli sacri, ora in forma di fondamentalismi confessionali, ora di populismi illiberali, ora di imperialismi etnici e territoriali. Nulla di nuovo, né di così sorprendente: oggi come in passato il retaggio religioso, la comunità olistica, l’immaginario organico sono i più potenti ordigni del popolo uno contro il popolo plurimo. Così è stato, così è, così, si presume, sarà, non perché la storia si ripeta, poiché in realtà non si ripete mai, ma perché non è nemmeno mai del tutto nuova.
Zanatta, L. (2026). Il populismo come politica religiosa e come religione politica. Roma : Carocci.
Il populismo come politica religiosa e come religione politica
Loris Zanatta
2026
Abstract
Ad ogni passo in avanti del popolo profano e secolarizzato, dunque, suole corrispondere un passo indietro del popolo sacro e religioso. E viceversa. La vaga frontiera tra l’uno e l’altro, tra il populismo e i suoi nemici, è elastica e mutevole. A prima vista, il popolo profano, seppur fra urti e traumi, ne ha fatti in abbondanza. Ma la risacca populista non è meno veemente e non solo ovunque nel mondo, dove Nazione e religione, fede e politica, dalla Russia all’India, dall’Indonesia all’Iran, tornano come un tempo a fondersi invocando Dio, patria e popolo: anche nel cuore stesso del mondo atlantico, perfino in quello anglosassone e protestante che del popolo profano fu pioniere (Mokyr, 2018). Alle frontiere sempre mobili del mondo secolare avvampa la sacra reazione dei popoli sacri, ora in forma di fondamentalismi confessionali, ora di populismi illiberali, ora di imperialismi etnici e territoriali. Nulla di nuovo, né di così sorprendente: oggi come in passato il retaggio religioso, la comunità olistica, l’immaginario organico sono i più potenti ordigni del popolo uno contro il popolo plurimo. Così è stato, così è, così, si presume, sarà, non perché la storia si ripeta, poiché in realtà non si ripete mai, ma perché non è nemmeno mai del tutto nuova.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


