Il contributo affronta il tema del parto in anonimato attraverso le coordinate offerte dalle riforme, sostanziali e processuali, del diritto di famiglia. La materia risulta, invero, di elevata complessità giuridica, non solo per le esigenze di bilanciamento fra contrapposte prerogative di primario rango costituzionale, ma anche perché le problematiche connesse al parto in anonimato non possono che trovare soluzione in stretto coordinamento con fondamentali istituti del diritto di famiglia, ed in esso si riflettono (o dovrebbero riflettersi) gli esiti delle evoluzioni normative che coinvolgono questi ultimi. In questo quadro spicca, per le sue implicazioni, e viene pertanto specificamente condotta, l’indagine circa la possibilità, per il figlio di madre che ha dichiarato di non voler essere nominata, di instaurare con lei, ciononostante, lo status filiationis, così censendosi la possibilità, per il nato da parto anonimo che (nonostante gli sbarramenti normativi) abbia avuto conoscenza della identità materna, di esercitare l’azione diretta all’accertamento giudiziale della maternità, per tale via ottenendo la dichiarazione dello stato filiale, con ogni pertinente effetto, ivi compreso quello successorio.
Grazzini, B. (2025). Il ruolo suppletivo della giurisprudenza in materia di accesso alle origini al cospetto della madre che partorisce in anonimato: dall’interpello all’accertamento dello status filiationis. Padova : Cedam.
Il ruolo suppletivo della giurisprudenza in materia di accesso alle origini al cospetto della madre che partorisce in anonimato: dall’interpello all’accertamento dello status filiationis
Barbara Grazzini
2025
Abstract
Il contributo affronta il tema del parto in anonimato attraverso le coordinate offerte dalle riforme, sostanziali e processuali, del diritto di famiglia. La materia risulta, invero, di elevata complessità giuridica, non solo per le esigenze di bilanciamento fra contrapposte prerogative di primario rango costituzionale, ma anche perché le problematiche connesse al parto in anonimato non possono che trovare soluzione in stretto coordinamento con fondamentali istituti del diritto di famiglia, ed in esso si riflettono (o dovrebbero riflettersi) gli esiti delle evoluzioni normative che coinvolgono questi ultimi. In questo quadro spicca, per le sue implicazioni, e viene pertanto specificamente condotta, l’indagine circa la possibilità, per il figlio di madre che ha dichiarato di non voler essere nominata, di instaurare con lei, ciononostante, lo status filiationis, così censendosi la possibilità, per il nato da parto anonimo che (nonostante gli sbarramenti normativi) abbia avuto conoscenza della identità materna, di esercitare l’azione diretta all’accertamento giudiziale della maternità, per tale via ottenendo la dichiarazione dello stato filiale, con ogni pertinente effetto, ivi compreso quello successorio.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


