La comunità Arbëreshë è una storica minoranza etno-linguistica albanese insediata in Italia tra il XV e il XVIII secolo. La migrazione più significativa avvenne dopo la morte dell'eroe nazionale Giorgio Castriota Skanderbeg nel 1468, a seguito dell'avanzata dell'Impero Ottomano. Oggi conta centomila persone distribuite in circa 50 comuni, situati prevalentemente nel Sud Italia e in Sicilia. Da oltre cinque secoli le comunità Arbëreshë dell'Italia meridionale custodiscono un patrimonio linguistico, religioso e culturale di straordinaria ricchezza, testimonianza vivente di una civiltà che ha saputo radicarsi tra due mondi senza rinunciare alla propria identità. Il volume raccoglie i contributi presentati al Convegno internazionale di studi tenutosi a Bologna il 19 e 20 febbraio 2026, promosso dal Dipartimento delle Arti dell'Alma Mater Studiorum – Università di Bologna in collaborazione con le Università albanesi di Elbasan, Scutari, Tirana e Valona, nell'ambito del progetto PRIN 2022 COHE – Colere Hereditatem. Attraverso un approccio interdisciplinare che spazia dalla linguistica alla storia, dall'antropologia alla storia dell'arte, dalla letteratura comparata alle digital humanities, gli studiosi qui riuniti indagano il bilinguismo e il biculturalismo degli insediamenti arbëreshë, la toponomastica e l'antroponimia bilingue, il rito ortodosso bizantino come presidio identitario, e il dialogo tra la diaspora storica e la nuova emigrazione albanese in Italia a partire dagli anni Novanta del Novecento. Ne emerge il ritratto di una civiltà bifronte — sospesa tra etnicità albanese e appartenenza italiana, tra rito bizantino e fede cattolica latina — che continua ad interrogare ed arricchire il panorama culturale europeo.

Biagi, D., Maino, G., Shopi, M. (2026). Gli Arbëreshë d’Italia Una civiltà tra le due sponde dell’Adriatico. BOLOGNA : in riga edizioni.

Gli Arbëreshë d’Italia Una civiltà tra le due sponde dell’Adriatico

Donatella Biagi Maino
;
Giuseppe Maino;
2026

Abstract

La comunità Arbëreshë è una storica minoranza etno-linguistica albanese insediata in Italia tra il XV e il XVIII secolo. La migrazione più significativa avvenne dopo la morte dell'eroe nazionale Giorgio Castriota Skanderbeg nel 1468, a seguito dell'avanzata dell'Impero Ottomano. Oggi conta centomila persone distribuite in circa 50 comuni, situati prevalentemente nel Sud Italia e in Sicilia. Da oltre cinque secoli le comunità Arbëreshë dell'Italia meridionale custodiscono un patrimonio linguistico, religioso e culturale di straordinaria ricchezza, testimonianza vivente di una civiltà che ha saputo radicarsi tra due mondi senza rinunciare alla propria identità. Il volume raccoglie i contributi presentati al Convegno internazionale di studi tenutosi a Bologna il 19 e 20 febbraio 2026, promosso dal Dipartimento delle Arti dell'Alma Mater Studiorum – Università di Bologna in collaborazione con le Università albanesi di Elbasan, Scutari, Tirana e Valona, nell'ambito del progetto PRIN 2022 COHE – Colere Hereditatem. Attraverso un approccio interdisciplinare che spazia dalla linguistica alla storia, dall'antropologia alla storia dell'arte, dalla letteratura comparata alle digital humanities, gli studiosi qui riuniti indagano il bilinguismo e il biculturalismo degli insediamenti arbëreshë, la toponomastica e l'antroponimia bilingue, il rito ortodosso bizantino come presidio identitario, e il dialogo tra la diaspora storica e la nuova emigrazione albanese in Italia a partire dagli anni Novanta del Novecento. Ne emerge il ritratto di una civiltà bifronte — sospesa tra etnicità albanese e appartenenza italiana, tra rito bizantino e fede cattolica latina — che continua ad interrogare ed arricchire il panorama culturale europeo.
2026
144
978-88-9364-513-3
Biagi, D., Maino, G., Shopi, M. (2026). Gli Arbëreshë d’Italia Una civiltà tra le due sponde dell’Adriatico. BOLOGNA : in riga edizioni.
Biagi, Donatella; Maino, Giuseppe; Shopi, Meleq
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