L’articolo indaga alcune traiettorie del teatro italiano post-pandemico mettendole in relazione con la categoria di Nuova performance epica elaborata da Gerardo Guccini. A partire dall’ipotesi di Juan Villegas sulle periodizzazioni legate ai mutamenti d’immaginario, il saggio legge il periodo pandemico come soglia che trasforma i patti di finzione e i rapporti tra realtà e rappresentazione, concentrandosi su tre soli contemporanei: Siamo tutti cannibali. Sinfonia per l’abisso (Magnani/Teatro delle Albe), Una riga nera al piano di sopra (Vigna) e Gli altri. Indagine sui nuovissimi mostri (Borghesi/Tabilio). Mettendo in dialogo teatro di narrazione, performance epica, tradizione dell’attore comico e teatro documentario, l’autore mostra come questi lavori ibridino mimesi, tecniche documentarie, autofinzione e stand-up, spostando la credibilità dell’agire scenico su una tensione costante tra identità del narratore e costruzione del personaggio. In un contesto di risorse ridotte e “teatri a distanza”, tali spettacoli riconfigurano dimensioni produttive e ruoli artistici, segnando il passaggio verso forme soliste che tentano di tenere il teatro “in prossimità del reale” e di riattualizzarne la funzione critica nel presente
Donati, L. (2025). In prossimità del reale. Tre spettacoli dopo la Nuova performance epica. Imola : Cue Press.
In prossimità del reale. Tre spettacoli dopo la Nuova performance epica
Lorenzo Donati
2025
Abstract
L’articolo indaga alcune traiettorie del teatro italiano post-pandemico mettendole in relazione con la categoria di Nuova performance epica elaborata da Gerardo Guccini. A partire dall’ipotesi di Juan Villegas sulle periodizzazioni legate ai mutamenti d’immaginario, il saggio legge il periodo pandemico come soglia che trasforma i patti di finzione e i rapporti tra realtà e rappresentazione, concentrandosi su tre soli contemporanei: Siamo tutti cannibali. Sinfonia per l’abisso (Magnani/Teatro delle Albe), Una riga nera al piano di sopra (Vigna) e Gli altri. Indagine sui nuovissimi mostri (Borghesi/Tabilio). Mettendo in dialogo teatro di narrazione, performance epica, tradizione dell’attore comico e teatro documentario, l’autore mostra come questi lavori ibridino mimesi, tecniche documentarie, autofinzione e stand-up, spostando la credibilità dell’agire scenico su una tensione costante tra identità del narratore e costruzione del personaggio. In un contesto di risorse ridotte e “teatri a distanza”, tali spettacoli riconfigurano dimensioni produttive e ruoli artistici, segnando il passaggio verso forme soliste che tentano di tenere il teatro “in prossimità del reale” e di riattualizzarne la funzione critica nel presenteI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


