L’articolo analizza le modalità di gestione e redistribuzione dei beni e dei diritti del fisco regio nel regno italico tra X e XI secolo, mettendo in discussione l’interpretazione tradizionale della loro progressiva dispersione. A partire dal celebre episodio della distruzione del palazzo regio di Pavia narrato da Wipo, il contributo distingue nettamente tra proprietà pubblica e privata, mostrando come i beni fiscali, pur concessi con formule di piena proprietà, restassero nella disponibilità eminente del sovrano. Attraverso i risultati del progetto PRIN sul fiscal estate, emerge un sistema di governo fondato su una redistribuzione dinamica e continuamente rinegoziabile delle risorse, che faceva della corte il centro politico del regno. Tale meccanismo, definito “governo immunitario”, garantiva al re un controllo efficace sulle aristocrazie, evitando sia una logica feudale sia una piena patrimonializzazione allodiale. Il contributo evidenzia inoltre come questo sistema abbia modellato le strategie matrimoniali e le reti di alleanza dell’élite di corte. La crisi dei primi decenni dell’XI secolo, culminata con Corrado II e l’edictum de beneficiis, segnò la fine di tale equilibrio, aprendo la strada a nuove forme di radicamento territoriale e di potere aristocratico.
Lazzari, T. (2025). Risorse contese: patrimonio e diritti del sco regio. Spoleto : CISAM.
Risorse contese: patrimonio e diritti del sco regio
tiziana lazzari
2025
Abstract
L’articolo analizza le modalità di gestione e redistribuzione dei beni e dei diritti del fisco regio nel regno italico tra X e XI secolo, mettendo in discussione l’interpretazione tradizionale della loro progressiva dispersione. A partire dal celebre episodio della distruzione del palazzo regio di Pavia narrato da Wipo, il contributo distingue nettamente tra proprietà pubblica e privata, mostrando come i beni fiscali, pur concessi con formule di piena proprietà, restassero nella disponibilità eminente del sovrano. Attraverso i risultati del progetto PRIN sul fiscal estate, emerge un sistema di governo fondato su una redistribuzione dinamica e continuamente rinegoziabile delle risorse, che faceva della corte il centro politico del regno. Tale meccanismo, definito “governo immunitario”, garantiva al re un controllo efficace sulle aristocrazie, evitando sia una logica feudale sia una piena patrimonializzazione allodiale. Il contributo evidenzia inoltre come questo sistema abbia modellato le strategie matrimoniali e le reti di alleanza dell’élite di corte. La crisi dei primi decenni dell’XI secolo, culminata con Corrado II e l’edictum de beneficiis, segnò la fine di tale equilibrio, aprendo la strada a nuove forme di radicamento territoriale e di potere aristocratico.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


