Il contributo analizza il ruolo delle arti performative nella decostruzione delle rappresentazioni tossiche della maschilità e nella promozione di una cittadinanza culturale e di genere. Muovendo da una prospettiva femminista, intersezionale e queer, il saggio interpreta il teatro non solo come spazio di rappresentazione, ma come dispositivo pedagogico e politico capace di trasformare immaginari, relazioni e soggettività. Attraverso il dialogo con autori e autrici quali Judith Butler, bell hooks e Audre Lorde, la performance viene letta come pratica incarnata che rende visibili le dinamiche di potere e i modelli patriarcali interiorizzati. L’analisi di tre esperienze sceniche – Stereotypes Game, Storia di un No e Dentro – mostra come il linguaggio del corpo, il coinvolgimento del pubblico e la narrazione del trauma possano attivare processi di consapevolezza critica, in particolare nelle giovani generazioni. Le arti performative emergono così come strumenti educativi capaci di promuovere maschilità non violente, fondate su vulnerabilità, cura e responsabilità relazionale, contribuendo alla costruzione di nuovi immaginari etici e sociali.
Zanetti, F. (2025). Violenze maschili allo specchio: le arti performative come possibilità di decostruire rappresentazioni tossiche. Milano : FrancoAngeli.
Violenze maschili allo specchio: le arti performative come possibilità di decostruire rappresentazioni tossiche
Federica Zanetti
2025
Abstract
Il contributo analizza il ruolo delle arti performative nella decostruzione delle rappresentazioni tossiche della maschilità e nella promozione di una cittadinanza culturale e di genere. Muovendo da una prospettiva femminista, intersezionale e queer, il saggio interpreta il teatro non solo come spazio di rappresentazione, ma come dispositivo pedagogico e politico capace di trasformare immaginari, relazioni e soggettività. Attraverso il dialogo con autori e autrici quali Judith Butler, bell hooks e Audre Lorde, la performance viene letta come pratica incarnata che rende visibili le dinamiche di potere e i modelli patriarcali interiorizzati. L’analisi di tre esperienze sceniche – Stereotypes Game, Storia di un No e Dentro – mostra come il linguaggio del corpo, il coinvolgimento del pubblico e la narrazione del trauma possano attivare processi di consapevolezza critica, in particolare nelle giovani generazioni. Le arti performative emergono così come strumenti educativi capaci di promuovere maschilità non violente, fondate su vulnerabilità, cura e responsabilità relazionale, contribuendo alla costruzione di nuovi immaginari etici e sociali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


