Il seguente studio condotto dall'Università di Bologna si è concentrato sull'identificazione e l'analisi di specie aliene (Non-Indigenous Species, NIS) legate agli allevamenti di mitili (Mytilus galloprovincialis) e ostriche del Pacifico (Magallana gigas) nell’Adriatico, con particolare attenzione alla costa dell'Emilia-Romagna. Le specie aliene rappresentano una delle principali minacce alla biodiversità marina, in particolare nelle aree di acquacoltura, che fungono spesso da vettori per l'introduzione e diffusione di queste specie. Le indagini sono state condotte sia su popolazioni di mitili e ostriche in ambienti naturali sia in contesti di allevamento, rivelando significative differenze nella composizione faunistica tra questi due tipi di habitat. La nostra ricerca ha rilevato un totale di 149 taxa di invertebrati associati ai mitili, di cui il 12% sono stati classificati come specie aliene. Tra le ostriche, sono stati trovati 103 taxa, con un’incidenza del 17% di specie non indigene. Di particolare rilevanza è il fatto che molte di queste specie aliene non erano mai state segnalate prima d’ora nel Mediterraneo in associazione a questi molluschi, segnalando l'urgenza di affrontare il fenomeno. Lo studio ha riportato per la prima volta nel Mediterraneo la presenza di due specie aliene del genere Polydora infestanti per i mitili e le ostriche. Inoltre, è stato osservato anche il parassitismo del mollusco Rocellaria dubia nelle ostriche, un fenomeno non documentato fino a questo momento. Questi risultati mettono in evidenza il ruolo cruciale degli allevamenti di mitili e ostriche nella diffusione delle NIS, che pongono potenziali rischi per l'equilibrio degli ecosistemi locali. Lo studio sottolinea l'importanza di una sorveglianza continua e mirata delle aree di acquacoltura, nonché la necessità di una collaborazione tra istituzioni di ricerca e agricoltori per mitigare gli impatti negativi delle specie aliene. Questo lavoro è parte di un progetto finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e si inserisce nel quadro di un dottorato di ricerca collaborativo tra l'Università di Bologna e la M.A.R.E. Soc. coop.
Mikac, B., Fossi, E., Colangelo, M.A., Prioli, G., Costantini, F. (2024). Nuove specie aliene associate agli allevamenti di mitili ed ostriche nel Mediterraneo.
Nuove specie aliene associate agli allevamenti di mitili ed ostriche nel Mediterraneo
Mikac B.
Primo
;Fossi E;Colangelo M. A.;Costantini F.Ultimo
2024
Abstract
Il seguente studio condotto dall'Università di Bologna si è concentrato sull'identificazione e l'analisi di specie aliene (Non-Indigenous Species, NIS) legate agli allevamenti di mitili (Mytilus galloprovincialis) e ostriche del Pacifico (Magallana gigas) nell’Adriatico, con particolare attenzione alla costa dell'Emilia-Romagna. Le specie aliene rappresentano una delle principali minacce alla biodiversità marina, in particolare nelle aree di acquacoltura, che fungono spesso da vettori per l'introduzione e diffusione di queste specie. Le indagini sono state condotte sia su popolazioni di mitili e ostriche in ambienti naturali sia in contesti di allevamento, rivelando significative differenze nella composizione faunistica tra questi due tipi di habitat. La nostra ricerca ha rilevato un totale di 149 taxa di invertebrati associati ai mitili, di cui il 12% sono stati classificati come specie aliene. Tra le ostriche, sono stati trovati 103 taxa, con un’incidenza del 17% di specie non indigene. Di particolare rilevanza è il fatto che molte di queste specie aliene non erano mai state segnalate prima d’ora nel Mediterraneo in associazione a questi molluschi, segnalando l'urgenza di affrontare il fenomeno. Lo studio ha riportato per la prima volta nel Mediterraneo la presenza di due specie aliene del genere Polydora infestanti per i mitili e le ostriche. Inoltre, è stato osservato anche il parassitismo del mollusco Rocellaria dubia nelle ostriche, un fenomeno non documentato fino a questo momento. Questi risultati mettono in evidenza il ruolo cruciale degli allevamenti di mitili e ostriche nella diffusione delle NIS, che pongono potenziali rischi per l'equilibrio degli ecosistemi locali. Lo studio sottolinea l'importanza di una sorveglianza continua e mirata delle aree di acquacoltura, nonché la necessità di una collaborazione tra istituzioni di ricerca e agricoltori per mitigare gli impatti negativi delle specie aliene. Questo lavoro è parte di un progetto finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e si inserisce nel quadro di un dottorato di ricerca collaborativo tra l'Università di Bologna e la M.A.R.E. Soc. coop.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



