La domanda di fondo, che traspare in filigrana dal titolo di questa riflessione, gravita attorno al valore dell’imparzialità del giudice, e ai condizionamenti – o ai fattori propriamente “distorsivi” – che possono alterarlo, volendo qui particolarmente concentrare l’indagine sui mass media, e sulla loro “forza di definizione” narrativa, quando appunto una vicenda penale catalizza l’attenzione degli organi di informazione. Dietro questa domanda vi è la consapevolezza, ormai acquisita, che la narrazione affidata alla “cronaca giudiziaria” di una vicenda penale – nell’assolvere un fondamentale compito in uno Stato di diritto, e nel garantire, al contempo, il dovere di informare i cittadini sull’andamento della giustizia ed il rispettivo diritto di essere informati – presenta anche una rimarchevole capacità di influsso sulle dinamiche del processo e sugli attori coinvolti; e che il “processo mediatico” genera spesso notevoli effetti distorsivi anche sulle garanzie del fair process e sui diritti fondamentali degli imputati o dei terzi. Influssi ed effetti variabili, ovviamente, a seconda dei casi e della magnitudo dell’attenzione dei media, e che si acutizzano quando alla “cronaca giudiziaria” si associa o si sostituisce la vera e propria celebrazione, sul proscenio mediatico, di un “processo parallelo” – di uno “pseudoprocesso”, come talvolta lo descrive la Corte europea dei diritti dell’uomo – ossia una sorta di “parodia” che tende a replicare il processo fuori dall’aula giudiziaria, e, soprattutto, fuori dal perimetro di regole e principi che contraddistingue la giustizia “istituzionale”. In questa prospettiva, dunque e più in particolare, ci proponiamo qui di riflettere su quanto la narrazione mediatica che accompagna un processo – nelle diverse forme che essa può assumere – incida non solo e non tanto sulla complessiva “microfisica” del procedimento quanto sulle decisioni che il giudice deve assumere, durante il procedimento così come all’esito delle diverse fasi che contrassegnano l’itinerario processuale (primo grado, appello, Cassazione), e dunque sulla sua imparzialità di giudizio.

Manes, V. (2025). L’imparzialità del giudice nel turbine della “giustizia mediatica”. Napoli : Editoriale scientifica.

L’imparzialità del giudice nel turbine della “giustizia mediatica”

Manes Vittorio
2025

Abstract

La domanda di fondo, che traspare in filigrana dal titolo di questa riflessione, gravita attorno al valore dell’imparzialità del giudice, e ai condizionamenti – o ai fattori propriamente “distorsivi” – che possono alterarlo, volendo qui particolarmente concentrare l’indagine sui mass media, e sulla loro “forza di definizione” narrativa, quando appunto una vicenda penale catalizza l’attenzione degli organi di informazione. Dietro questa domanda vi è la consapevolezza, ormai acquisita, che la narrazione affidata alla “cronaca giudiziaria” di una vicenda penale – nell’assolvere un fondamentale compito in uno Stato di diritto, e nel garantire, al contempo, il dovere di informare i cittadini sull’andamento della giustizia ed il rispettivo diritto di essere informati – presenta anche una rimarchevole capacità di influsso sulle dinamiche del processo e sugli attori coinvolti; e che il “processo mediatico” genera spesso notevoli effetti distorsivi anche sulle garanzie del fair process e sui diritti fondamentali degli imputati o dei terzi. Influssi ed effetti variabili, ovviamente, a seconda dei casi e della magnitudo dell’attenzione dei media, e che si acutizzano quando alla “cronaca giudiziaria” si associa o si sostituisce la vera e propria celebrazione, sul proscenio mediatico, di un “processo parallelo” – di uno “pseudoprocesso”, come talvolta lo descrive la Corte europea dei diritti dell’uomo – ossia una sorta di “parodia” che tende a replicare il processo fuori dall’aula giudiziaria, e, soprattutto, fuori dal perimetro di regole e principi che contraddistingue la giustizia “istituzionale”. In questa prospettiva, dunque e più in particolare, ci proponiamo qui di riflettere su quanto la narrazione mediatica che accompagna un processo – nelle diverse forme che essa può assumere – incida non solo e non tanto sulla complessiva “microfisica” del procedimento quanto sulle decisioni che il giudice deve assumere, durante il procedimento così come all’esito delle diverse fasi che contrassegnano l’itinerario processuale (primo grado, appello, Cassazione), e dunque sulla sua imparzialità di giudizio.
2025
108
Manes, V. (2025). L’imparzialità del giudice nel turbine della “giustizia mediatica”. Napoli : Editoriale scientifica.
Manes, Vittorio
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