Il capitolo analizza il ruolo culturale e artistici di Bisanzio sulla formazione dell’identità e dell’immagine di Venezia tra l’Alto Medioevo e il XIV secolo. Inizialmente legata all’Impero Bizantino attraverso l’Esarcato di Ravenna, Venezia assorbì modelli funerari e decorativi ravennati, evidenti nei sarcofagi delle élite locali e in alcuni esempi di scultura architettonica. Nel corso dei secoli XI-XII, la città accolse maestranze bizantine per la realizzazione dei mosaici delle proprie chiese, come la basilica di Santa Maria Assunta a Torcello, mostrando la piena accettazione di modelli bizantini che tuttavia vennero reinterpretati in modo originale nella città. Massima espressione di certo sincretismo è la Pala d’Oro, che unisce smalti bizantini e forme occidentali, simbolo della volontà veneziana di presentarsi come erede e pari di Bisanzio. Dopo il 1204, con la conquista latina di Costantinopoli, Venezia si appropriò materiali e modelli bizantini, integrandoli nella basilica di San Marco e nei propri manufatti. Nel XIV secolo la Serenissima si autorappresentò come una “nuova Bisanzio”, elaborando un linguaggio artistico e politico originale, in cui il doge assumeva tratti imperiali. Nel tempo Venezia costruì consapevolmente la propria immagine di città, ispirandosi al modello bizantino ma reinterpretandolo con tratti nuovi.
Carile, M.C. (2025). Ossessioni bizantine a Venezia? Percorsi mediterranei per la costruzione dell’immagine della città. Ponte di Piave (TV) : Gianni Sartori Editore.
Ossessioni bizantine a Venezia? Percorsi mediterranei per la costruzione dell’immagine della città
Maria Cristina Carile
Primo
2025
Abstract
Il capitolo analizza il ruolo culturale e artistici di Bisanzio sulla formazione dell’identità e dell’immagine di Venezia tra l’Alto Medioevo e il XIV secolo. Inizialmente legata all’Impero Bizantino attraverso l’Esarcato di Ravenna, Venezia assorbì modelli funerari e decorativi ravennati, evidenti nei sarcofagi delle élite locali e in alcuni esempi di scultura architettonica. Nel corso dei secoli XI-XII, la città accolse maestranze bizantine per la realizzazione dei mosaici delle proprie chiese, come la basilica di Santa Maria Assunta a Torcello, mostrando la piena accettazione di modelli bizantini che tuttavia vennero reinterpretati in modo originale nella città. Massima espressione di certo sincretismo è la Pala d’Oro, che unisce smalti bizantini e forme occidentali, simbolo della volontà veneziana di presentarsi come erede e pari di Bisanzio. Dopo il 1204, con la conquista latina di Costantinopoli, Venezia si appropriò materiali e modelli bizantini, integrandoli nella basilica di San Marco e nei propri manufatti. Nel XIV secolo la Serenissima si autorappresentò come una “nuova Bisanzio”, elaborando un linguaggio artistico e politico originale, in cui il doge assumeva tratti imperiali. Nel tempo Venezia costruì consapevolmente la propria immagine di città, ispirandosi al modello bizantino ma reinterpretandolo con tratti nuovi.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


