Il contributo analizza l’impatto delle tecnologie digitali e delle investigazioni data-driven sul principio del contraddittorio nel processo penale. L’autore muove dalla constatazione di una progressiva erosione della centralità della prova dichiarativa, oggi affiancata – e in parte trasformata – dalla crescente rilevanza della prova digitale, alimentata dalla pervasiva digitalizzazione della vita sociale. Se da un lato i dati informatici appaiono dotati di particolare forza epistemica e capacità di verifica oggettiva, dall’altro essi pongono il rischio di una marginalizzazione dell’oralità e di una disumanizzazione del fenomeno processuale. Il saggio evidenzia come la prova dichiarativa non sia in via di estinzione, ma stia attraversando una metamorfosi: emerge una figura ibrida di “testimone digitale”, a metà tra testimonianza e consulenza tecnica, che impone una gestione più rigorosa dell’esame e del controesame per preservare la trasparenza epistemologica della prova. Le criticità maggiori si concentrano tuttavia nella fase delle indagini preliminari, ove la raccolta e il trattamento dei dati informatici avvengono in condizioni di scarsa regolazione e con un significativo squilibrio informativo a favore dell’accusa. L’autore sottolinea la necessità di rafforzare il controllo giurisdizionale, di garantire una piena disclosure dei criteri di selezione e trattamento dei dati e di superare l’attuale frammentazione normativa, anche alla luce delle indicazioni provenienti dalla giurisprudenza europea. Infine, il contributo affronta il tema dell’uso dell’intelligenza artificiale nel processo penale, proponendo un modello di “contraddittorio algoritmico” fondato non solo sulla trasparenza del codice, ma sulla possibilità di sottoporre gli output dei sistemi di IA a verifica dialettica attraverso strumenti analoghi. In conclusione, il principio del contraddittorio non appare destinato a soccombere nell’era digitale, ma richiede un adattamento sistematico e consapevole per continuare a garantire l’equilibrio tra esigenze investigative e diritti fondamentali.
Caianiello, M. (2026). Controllo della prova digitale in contraddittorio. Torino : Giappichelli.
Controllo della prova digitale in contraddittorio
Caianiello M.
2026
Abstract
Il contributo analizza l’impatto delle tecnologie digitali e delle investigazioni data-driven sul principio del contraddittorio nel processo penale. L’autore muove dalla constatazione di una progressiva erosione della centralità della prova dichiarativa, oggi affiancata – e in parte trasformata – dalla crescente rilevanza della prova digitale, alimentata dalla pervasiva digitalizzazione della vita sociale. Se da un lato i dati informatici appaiono dotati di particolare forza epistemica e capacità di verifica oggettiva, dall’altro essi pongono il rischio di una marginalizzazione dell’oralità e di una disumanizzazione del fenomeno processuale. Il saggio evidenzia come la prova dichiarativa non sia in via di estinzione, ma stia attraversando una metamorfosi: emerge una figura ibrida di “testimone digitale”, a metà tra testimonianza e consulenza tecnica, che impone una gestione più rigorosa dell’esame e del controesame per preservare la trasparenza epistemologica della prova. Le criticità maggiori si concentrano tuttavia nella fase delle indagini preliminari, ove la raccolta e il trattamento dei dati informatici avvengono in condizioni di scarsa regolazione e con un significativo squilibrio informativo a favore dell’accusa. L’autore sottolinea la necessità di rafforzare il controllo giurisdizionale, di garantire una piena disclosure dei criteri di selezione e trattamento dei dati e di superare l’attuale frammentazione normativa, anche alla luce delle indicazioni provenienti dalla giurisprudenza europea. Infine, il contributo affronta il tema dell’uso dell’intelligenza artificiale nel processo penale, proponendo un modello di “contraddittorio algoritmico” fondato non solo sulla trasparenza del codice, ma sulla possibilità di sottoporre gli output dei sistemi di IA a verifica dialettica attraverso strumenti analoghi. In conclusione, il principio del contraddittorio non appare destinato a soccombere nell’era digitale, ma richiede un adattamento sistematico e consapevole per continuare a garantire l’equilibrio tra esigenze investigative e diritti fondamentali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


