Questo libro intende ripercorrere un denso capitolo di storia della musica del Settecento, sfruttando un punto di vista del tutto inedito: quello di un virtuoso oboista e compositore, Matteo Bissoli (1712–1780), finora noto più che altro per esser stato collega del più celebre Giuseppe Tartini (1692–1770) presso la Basilica di Sant’Antonio a Padova. La ricerca, dall’impianto biografico, si svolge intrecciando documenti archivistici di più varia natura, lettere, manoscritti e strumenti musicali, poemi, trattati scientifici, opere d’arte e altro ancora: questo consente di offrire al lettore una visione piuttosto ampia di un ambiente culturale vivace, e non soltanto per quanto riguarda la musica, che pure vi era altamente considerata. Di questo crogiolo il virtuoso oboista fu certo uno stimato attore, per quanto egli sia finora rimasto quasi completamente nell’ombra. Perciò la sua figura viene qui restituita, nella sua rivalutata importanza, alla memoria storica e il tutto a partire da un meraviglioso ritratto a olio su tela (qui in copertina), fortuitamente ritrovato, che è stato solo il primo passo compiuto per sottrarre all’oblio una quantità d’informazioni altrimenti impensabile: dalla storia dell’oboe a quella del mecenatismo musicale, la condizione sociale dei musicisti, le loro consuetudini professionali, il pensiero sull’arte dei suoni e così via. Il quadro emergente restituisce quindi vita, opere e genialità di chi fu, nella luminosa Padova del Settecento, un protagonista della scena musicale non solo italiana, ma pure europea: e questo lo testimoniano anche i diversi personaggi dalla statura artistica elevata che incrociarono il loro percorso con quello di Matteo Bissoli, e che il lettore incontrerà durante la narrazione.
Rizzello, M., Nalin, G. (2023). «Virtuoso ben noto, e di molto merito». Un ritratto dell’oboista Matteo Bissoli (1712-1780). Padova : Armelin Musica.
«Virtuoso ben noto, e di molto merito». Un ritratto dell’oboista Matteo Bissoli (1712-1780)
Marcello RizzelloCo-primo
;
2023
Abstract
Questo libro intende ripercorrere un denso capitolo di storia della musica del Settecento, sfruttando un punto di vista del tutto inedito: quello di un virtuoso oboista e compositore, Matteo Bissoli (1712–1780), finora noto più che altro per esser stato collega del più celebre Giuseppe Tartini (1692–1770) presso la Basilica di Sant’Antonio a Padova. La ricerca, dall’impianto biografico, si svolge intrecciando documenti archivistici di più varia natura, lettere, manoscritti e strumenti musicali, poemi, trattati scientifici, opere d’arte e altro ancora: questo consente di offrire al lettore una visione piuttosto ampia di un ambiente culturale vivace, e non soltanto per quanto riguarda la musica, che pure vi era altamente considerata. Di questo crogiolo il virtuoso oboista fu certo uno stimato attore, per quanto egli sia finora rimasto quasi completamente nell’ombra. Perciò la sua figura viene qui restituita, nella sua rivalutata importanza, alla memoria storica e il tutto a partire da un meraviglioso ritratto a olio su tela (qui in copertina), fortuitamente ritrovato, che è stato solo il primo passo compiuto per sottrarre all’oblio una quantità d’informazioni altrimenti impensabile: dalla storia dell’oboe a quella del mecenatismo musicale, la condizione sociale dei musicisti, le loro consuetudini professionali, il pensiero sull’arte dei suoni e così via. Il quadro emergente restituisce quindi vita, opere e genialità di chi fu, nella luminosa Padova del Settecento, un protagonista della scena musicale non solo italiana, ma pure europea: e questo lo testimoniano anche i diversi personaggi dalla statura artistica elevata che incrociarono il loro percorso con quello di Matteo Bissoli, e che il lettore incontrerà durante la narrazione.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



