L’articolo ricostruisce cinquant’anni di applicazione delle digital humanities allo studio di Andrea Palladio, mettendo in luce il ruolo centrale di figure chiave (Howard Burns, William J. Mitchell) e istituzioni (CISAAP, Palladio Museum). Viene tracciata l’evoluzione metodologica: dalle grammatiche computazionali e dai modellini fisici (Gioco della Villa) fino alle banche dati multimediali su CD-ROM e al progetto Palladio digitale (33.000 immagini). Si analizzano poi le ricostruzioni 3D semantiche, il web-geodatabase AP3D e le applicazioni in real-time rendering per verifiche ipotetiche di attribuzione e attendibilità. Infine si presentano sviluppi recenti: l’uso di imaging avanzato (ISLe) per riprodurre proprietà ottiche dei materiali e workflow di fotogrammetria con smartphone, che rendono la riproduzione digitale accessibile e riutilizzabile. L’autore sottolinea come Palladio sia rimasto un banco di prova ideale per sperimentare tecniche digitali che integrano documentazione, rappresentazione e comunicazione scientifica del patrimonio.
Gaiani, M. (2026). Digital humanities per lo studio di Palladio. Roma : Treccani.
Digital humanities per lo studio di Palladio
Marco Gaiani
2026
Abstract
L’articolo ricostruisce cinquant’anni di applicazione delle digital humanities allo studio di Andrea Palladio, mettendo in luce il ruolo centrale di figure chiave (Howard Burns, William J. Mitchell) e istituzioni (CISAAP, Palladio Museum). Viene tracciata l’evoluzione metodologica: dalle grammatiche computazionali e dai modellini fisici (Gioco della Villa) fino alle banche dati multimediali su CD-ROM e al progetto Palladio digitale (33.000 immagini). Si analizzano poi le ricostruzioni 3D semantiche, il web-geodatabase AP3D e le applicazioni in real-time rendering per verifiche ipotetiche di attribuzione e attendibilità. Infine si presentano sviluppi recenti: l’uso di imaging avanzato (ISLe) per riprodurre proprietà ottiche dei materiali e workflow di fotogrammetria con smartphone, che rendono la riproduzione digitale accessibile e riutilizzabile. L’autore sottolinea come Palladio sia rimasto un banco di prova ideale per sperimentare tecniche digitali che integrano documentazione, rappresentazione e comunicazione scientifica del patrimonio.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


