Il mondo democratico italiano, nel primo dopoguerra, è un contenitore dalle molte anime: ci sono i liberal-democratici e i radicali governativi, e ci sono i repubblicani, i combattenti e altri gruppi di sinistra riformista, che sono all’opposizione. Il termine “democrazia” resta quindi ambiguo, variando a seconda della declinazione concettuale: suffragio universale a istituzioni invariate, governo “dal basso” con elementi di autonomia, costituente. La parola “patria”, associata al microcosmo democratico, non produce specificazioni originali: essa resta schiacciata su uno sfondo tradizionale, mentre il nazionalismo miete consensi nell’area interventista alla quale i democratici più estremi appartengono. Patria e democrazia rinviano poi, in ultima istanza, alla questione della riforma dello Stato, che resta il fulcro intorno a cui ruotano idee e programmi fra il 1919 e il 1924.
Balzani, R. (2025). La patria dei democratici. Venezia : Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti.
La patria dei democratici
Roberto Balzani
2025
Abstract
Il mondo democratico italiano, nel primo dopoguerra, è un contenitore dalle molte anime: ci sono i liberal-democratici e i radicali governativi, e ci sono i repubblicani, i combattenti e altri gruppi di sinistra riformista, che sono all’opposizione. Il termine “democrazia” resta quindi ambiguo, variando a seconda della declinazione concettuale: suffragio universale a istituzioni invariate, governo “dal basso” con elementi di autonomia, costituente. La parola “patria”, associata al microcosmo democratico, non produce specificazioni originali: essa resta schiacciata su uno sfondo tradizionale, mentre il nazionalismo miete consensi nell’area interventista alla quale i democratici più estremi appartengono. Patria e democrazia rinviano poi, in ultima istanza, alla questione della riforma dello Stato, che resta il fulcro intorno a cui ruotano idee e programmi fra il 1919 e il 1924.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


