Il saggio ripercorre i tratti peculiari della lettura del Rinascimento e dell’Umanesimo propria di Konrad Burdach, illustrandone la genesi, gli interlocutori, gli obiettivi polemici e concentrandosi in modo particolare sui seguenti motivi: rifiuto dell’estetica burckhardtiana dell’‘affresco’; ricerca dei “points d’attache” e dei motivi di persistenza e continuità del Rinascimento con la tradizione speculativa e spirituale dei secoli precedenti, in contrasto con il modello umanistico-illuministico, e poi ulteriormente elaborato nella storiografia ottocentesca, della frattura radicale introdotta dal ‘Rinascimento dei moderni’; lettura di questa epoca della storia umana come una «rivoluzione spirituale derivata da motivi psichici generali»; proposta critica dichiaratamente lontana da ogni forma di ‘idealizzazione storiografica’ e imperniata piuttosto sulla forza esplicativa di idee, simboli e parole «motrici», radicate anche nella sfera prerazionale – a partire da quel lessico del "renasci", del "renovari", del "regenerari" che punteggia le esperienze artistiche e intellettuali quattro-cinquecentesche e che rivela la persistenza tenace, già nella cultura del Trecento, di metafore di rinnovamento ascrivibili al ‘sincretismo magico-religioso’ così diffuso nel mondo tardoantico.
Scapparone, E. (2025). Un «complicato fenomeno della civiltà europea»: il Rinascimento di Konrad Burdach. Pisa : Edizioni della Normale.
Un «complicato fenomeno della civiltà europea»: il Rinascimento di Konrad Burdach
Scapparone, Elisabetta
2025
Abstract
Il saggio ripercorre i tratti peculiari della lettura del Rinascimento e dell’Umanesimo propria di Konrad Burdach, illustrandone la genesi, gli interlocutori, gli obiettivi polemici e concentrandosi in modo particolare sui seguenti motivi: rifiuto dell’estetica burckhardtiana dell’‘affresco’; ricerca dei “points d’attache” e dei motivi di persistenza e continuità del Rinascimento con la tradizione speculativa e spirituale dei secoli precedenti, in contrasto con il modello umanistico-illuministico, e poi ulteriormente elaborato nella storiografia ottocentesca, della frattura radicale introdotta dal ‘Rinascimento dei moderni’; lettura di questa epoca della storia umana come una «rivoluzione spirituale derivata da motivi psichici generali»; proposta critica dichiaratamente lontana da ogni forma di ‘idealizzazione storiografica’ e imperniata piuttosto sulla forza esplicativa di idee, simboli e parole «motrici», radicate anche nella sfera prerazionale – a partire da quel lessico del "renasci", del "renovari", del "regenerari" che punteggia le esperienze artistiche e intellettuali quattro-cinquecentesche e che rivela la persistenza tenace, già nella cultura del Trecento, di metafore di rinnovamento ascrivibili al ‘sincretismo magico-religioso’ così diffuso nel mondo tardoantico.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


