In occasione della pubblicazione "Ilario Fioravanti. Architettura come arte" che per la prima volta sistematizza l’intero corpus progettuale di Fioravanti, quattro fotografi sono stati invitati a proporre una lettura autoriale della sua opera, intrecciando architettura, paesaggio e memoria. L’indagine ha riguardato cinque edifici realizzati a Cesena, il sito del Mercato di Mercato Saraceno – progetto rimasto irrealizzato – e il repertorio delle opere scultoree disseminate nello spazio pubblico. Attraverso sguardi differenti, le fotografie restituiscono la complessità di un percorso che attraversa l’abitare, la dimensione urbana e il rapporto con il paesaggio. Dalle case in cui Fioravanti visse e lavorò al Quartiere Vigne “INA-Casa”, dagli edifici in mattone alle architetture religiose immerse nelle colline, fino alle sculture collocate nello spazio pubblico, emerge un universo coerente in cui materia, luce e dettaglio costruiscono un dialogo continuo tra interno ed esterno, tra progetto e vita quotidiana. Il contributo fotografico non si limita a documentare, ma interpreta criticamente l’opera del maestro cesenate, mettendone in evidenza la sensibilità verso i materiali, la relazione con il suolo e la tensione costante tra autonomia linguistica e radicamento nel contesto.
Rossl, S. (2024). Fotografare l'arte e l'architettura. Genova : Sagep.
Fotografare l'arte e l'architettura
stefania rossl
2024
Abstract
In occasione della pubblicazione "Ilario Fioravanti. Architettura come arte" che per la prima volta sistematizza l’intero corpus progettuale di Fioravanti, quattro fotografi sono stati invitati a proporre una lettura autoriale della sua opera, intrecciando architettura, paesaggio e memoria. L’indagine ha riguardato cinque edifici realizzati a Cesena, il sito del Mercato di Mercato Saraceno – progetto rimasto irrealizzato – e il repertorio delle opere scultoree disseminate nello spazio pubblico. Attraverso sguardi differenti, le fotografie restituiscono la complessità di un percorso che attraversa l’abitare, la dimensione urbana e il rapporto con il paesaggio. Dalle case in cui Fioravanti visse e lavorò al Quartiere Vigne “INA-Casa”, dagli edifici in mattone alle architetture religiose immerse nelle colline, fino alle sculture collocate nello spazio pubblico, emerge un universo coerente in cui materia, luce e dettaglio costruiscono un dialogo continuo tra interno ed esterno, tra progetto e vita quotidiana. Il contributo fotografico non si limita a documentare, ma interpreta criticamente l’opera del maestro cesenate, mettendone in evidenza la sensibilità verso i materiali, la relazione con il suolo e la tensione costante tra autonomia linguistica e radicamento nel contesto.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


