La ricerca indaga la concezione dell’architettura di Fioravanti come materia fondativa dello spazio pubblico, interpretata non come episodio urbano isolato ma come principio generatore di relazioni. Ogni opera è intesa come atto originario capace di strutturare un sistema complesso e preordinato, in cui la dimensione costruita assume un ruolo centrale nella definizione morfologica e sociale del contesto. Emblematico in tal senso è il progetto per il quartiere Vigne “INA-Casa” (1957) a Cesena, elaborato con R. Marchisio e G. Turci nel gruppo guidato da Saul Bravetti. Inserito nel quadro del programma nazionale INA-Casa, il piano propone un insediamento a pianta aperta fondato su un’articolazione dinamica di spazi aperti differenziati, prefigurando non solo un modello abitativo sperimentale ma anche una nuova idea di comunità. Parallelamente, la sensibilità maturata verso il paesaggio orienta Fioravanti a considerare l’architettura come medium privilegiato di dialogo tra uomo e natura. Fin dai primi progetti, come nel “Progetto per la casa del pittore”, emerge una visione del paesaggio quale unità organica di elementi in relazione. L’opera architettonica, pur introducendo un’alterazione nel sito, non persegue la mimesi ma afferma un linguaggio autonomo e coerente, capace di stabilire un legame consapevole e strutturale con il suolo e con la materia da cui trae origine.
Rossl, S. (2024). I paesaggi di Fioravanti (Dimensione urbana e paesaggio nell'architettura di Ilario Fioravanti). Genova : Sagep.
I paesaggi di Fioravanti (Dimensione urbana e paesaggio nell'architettura di Ilario Fioravanti)
stefania rossl
2024
Abstract
La ricerca indaga la concezione dell’architettura di Fioravanti come materia fondativa dello spazio pubblico, interpretata non come episodio urbano isolato ma come principio generatore di relazioni. Ogni opera è intesa come atto originario capace di strutturare un sistema complesso e preordinato, in cui la dimensione costruita assume un ruolo centrale nella definizione morfologica e sociale del contesto. Emblematico in tal senso è il progetto per il quartiere Vigne “INA-Casa” (1957) a Cesena, elaborato con R. Marchisio e G. Turci nel gruppo guidato da Saul Bravetti. Inserito nel quadro del programma nazionale INA-Casa, il piano propone un insediamento a pianta aperta fondato su un’articolazione dinamica di spazi aperti differenziati, prefigurando non solo un modello abitativo sperimentale ma anche una nuova idea di comunità. Parallelamente, la sensibilità maturata verso il paesaggio orienta Fioravanti a considerare l’architettura come medium privilegiato di dialogo tra uomo e natura. Fin dai primi progetti, come nel “Progetto per la casa del pittore”, emerge una visione del paesaggio quale unità organica di elementi in relazione. L’opera architettonica, pur introducendo un’alterazione nel sito, non persegue la mimesi ma afferma un linguaggio autonomo e coerente, capace di stabilire un legame consapevole e strutturale con il suolo e con la materia da cui trae origine.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



