L’area di studio proposta nella call for projects racchiude in sé diversi temi architettonici e urbani di grande interesse per il loro carattere di esemplarità nel panorama della costruzione della città. La strada, la piazza, i percorsi pedonali, le scalinate, i sentieri e il parco urbano sono i termini della questione su cui si è provato a ragionare per ipotizzare una risposta che potesse essere in grado di articolare dei luoghi atti allo svolgimento delle più diverse attività umane. Luoghi che dovrebbero essere predisposti alla socialità, alla residenza, al lavoro, allo studio o allo svago, con particolare riguardo alla comunità studentesca che quotidianamente attraversa o sosta in questi spazi che hanno in sé una grande potenzialità inespressa. Le preesistenze, come l’ex-Macello e gli edifici universitari pensati da Giuseppe Nicolosi, danno la misura con cui confrontarsi e nel loro svilupparsi sul pendio, adattandosi alle curve di livello fino all’odierno Rettorato – opera di Luigi Vanvitelli e Carlo Murena – confermano la città verticale che caratterizza Perugia. Città fatta per piani sovrapposti e volumi cubici semplici, composti e senza eccessi. Costruzioni di solide murature senza troppi fronzoli, eco forse dell’eredità etrusca che i romani non sembrano essere riusciti a scalfire? La condizione di città in pendio di Perugia fa sì che l’articolazione degli spazi urbani costruisca, nella sua varietà, inediti piani prospettici che si modificano in ragione del punto di osservazione o delle condizioni atmosferiche, con luci e ombre che ne esaltano la profondità e il senso di sovrapposizione fisica e temporale. Il tema della sovrapposizione, fisica e storica, è caratteristico di molte città del nostro paese e Perugia non ne è certo esente. Città che generalmente non ha sostanzialmente sostituito se stessa, e le tracce antiche delle mura, dei palazzi o degli edifici a schiera, sono vive e presenti nel corpo dell’architettura della città. I fronti delle costruzioni sono un continuo palinsesto storico che accompagna il visitatore nel perdersi tra le strade, salite e scalinate del centro antico urbano. Queste sovrapposizioni murarie, con ferite e risarcimenti, soventemente evidenziate in epoca moderna e in alcuni casi anche in maniera eccessiva e ossessiva, testimoniano comunque un’intelligenza che oscilla tra il pragmatico e la consapevolezza della necessità di conservazione della memoria collettiva del luogo. Le tracce “archeologiche” sono così motivo e punto di partenza imprescindibile nella costruzione del nuovo che si ritrova in diverse parti dell’insieme urbano perugino. Non di meno è così l’intervento delle nuove aule in palazzo Florenzi di Nicolosi, in cui nell’aula magna le mura etrusche diventano non tanto un fondale ma il termine di misura dello spazio collettivo.

Fera, F.S. (2025). Progetto urbano per la cittadella universitaria di Perugia nell'area della Conca. Melfi : Società Scientifica ProArch / Libria.

Progetto urbano per la cittadella universitaria di Perugia nell'area della Conca

F. S. Fera
Membro del Collaboration Group
2025

Abstract

L’area di studio proposta nella call for projects racchiude in sé diversi temi architettonici e urbani di grande interesse per il loro carattere di esemplarità nel panorama della costruzione della città. La strada, la piazza, i percorsi pedonali, le scalinate, i sentieri e il parco urbano sono i termini della questione su cui si è provato a ragionare per ipotizzare una risposta che potesse essere in grado di articolare dei luoghi atti allo svolgimento delle più diverse attività umane. Luoghi che dovrebbero essere predisposti alla socialità, alla residenza, al lavoro, allo studio o allo svago, con particolare riguardo alla comunità studentesca che quotidianamente attraversa o sosta in questi spazi che hanno in sé una grande potenzialità inespressa. Le preesistenze, come l’ex-Macello e gli edifici universitari pensati da Giuseppe Nicolosi, danno la misura con cui confrontarsi e nel loro svilupparsi sul pendio, adattandosi alle curve di livello fino all’odierno Rettorato – opera di Luigi Vanvitelli e Carlo Murena – confermano la città verticale che caratterizza Perugia. Città fatta per piani sovrapposti e volumi cubici semplici, composti e senza eccessi. Costruzioni di solide murature senza troppi fronzoli, eco forse dell’eredità etrusca che i romani non sembrano essere riusciti a scalfire? La condizione di città in pendio di Perugia fa sì che l’articolazione degli spazi urbani costruisca, nella sua varietà, inediti piani prospettici che si modificano in ragione del punto di osservazione o delle condizioni atmosferiche, con luci e ombre che ne esaltano la profondità e il senso di sovrapposizione fisica e temporale. Il tema della sovrapposizione, fisica e storica, è caratteristico di molte città del nostro paese e Perugia non ne è certo esente. Città che generalmente non ha sostanzialmente sostituito se stessa, e le tracce antiche delle mura, dei palazzi o degli edifici a schiera, sono vive e presenti nel corpo dell’architettura della città. I fronti delle costruzioni sono un continuo palinsesto storico che accompagna il visitatore nel perdersi tra le strade, salite e scalinate del centro antico urbano. Queste sovrapposizioni murarie, con ferite e risarcimenti, soventemente evidenziate in epoca moderna e in alcuni casi anche in maniera eccessiva e ossessiva, testimoniano comunque un’intelligenza che oscilla tra il pragmatico e la consapevolezza della necessità di conservazione della memoria collettiva del luogo. Le tracce “archeologiche” sono così motivo e punto di partenza imprescindibile nella costruzione del nuovo che si ritrova in diverse parti dell’insieme urbano perugino. Non di meno è così l’intervento delle nuove aule in palazzo Florenzi di Nicolosi, in cui nell’aula magna le mura etrusche diventano non tanto un fondale ma il termine di misura dello spazio collettivo.
2025
Studium 2030. La città degli studenti
48
51
Fera, F.S. (2025). Progetto urbano per la cittadella universitaria di Perugia nell'area della Conca. Melfi : Società Scientifica ProArch / Libria.
Fera, F. S.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/1046931
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