A partire dai dati dell’indagine Pisa (Programme for International Student Assessment) del 2006, in questo contributo si intendono analizzare i risultati conseguiti in scienze dai quindicenni emiliano-romagnoli attraverso l’applicazione di modelli di analisi multivariata. Grazie a questo tipo di analisi si è potuto appurare, in primo luogo, che i fattori che concorrono a definire la prestazione scolastica di uno studente sono molteplici. In secondo luogo, si è avuto modo di specificare che l’influenza esercitata da questi fattori opera su livelli differenti: l’acquisizione delle competenze scolastiche risente non solo delle caratteristiche che qualificano lo studente (variabili di primo livello), ma anche degli attributi che definiscono il contesto scolastico (variabili di secondo livello) e delle interazioni che intercorrono fra studente e scuola. Nel complesso, e a parità di altre condizioni, lo studente emiliano-romagnolo più competente in scienze può essere descritto dai seguenti tratti individuali: maschio, italiano, che parla soprattutto italiano in famiglia, che non ha mai vissuto l’esperienza della ripetenza scolastica, che nutre interesse per le scienze e che ha una buona dimestichezza nell’uso del computer. Gli istituti professionali, lo status socioeconomico e culturale medio di scuola e le ore di didattica dedicate alle scienze sono le variabili di secondo livello cui sono associati i coefficienti che esercitano effetti netti cospicui sui risultati di scienze; effetti che sono di segno negativo nel caso del primo predittore e di segno positivo negli altri due. Gli istituti professionali rispetto ai tecnici si contraddistinguono così per livelli mediamente bassi di prestazioni, mentre non si segnalano differenze significative fra licei e istituti tecnici. Emerge così una peculiarità del sistema scolastico emiliano-romagnolo caratterizzato da un considerevole divario tra i licei e gli istituti tecnici da un lato e gli istituti professionali dall’altro. Pertanto, sembra emergere in controluce un sistema a due velocità in cui gli studenti dei primi due tipi di scuola conseguono risultati sostanzialmente analoghi ai loro coetanei residenti nella maggior parte delle regioni settentrionali, mentre gli allievi degli istituti professionali si attestano su livelli di competenza meno soddisfacenti, sostanzialmente in linea con la media generale del paese.

Caratteristiche individuali, caratteristiche delle scuole e competenza in scienze in Emilia-Romagna

MANTOVANI, DEBORA;
2008

Abstract

A partire dai dati dell’indagine Pisa (Programme for International Student Assessment) del 2006, in questo contributo si intendono analizzare i risultati conseguiti in scienze dai quindicenni emiliano-romagnoli attraverso l’applicazione di modelli di analisi multivariata. Grazie a questo tipo di analisi si è potuto appurare, in primo luogo, che i fattori che concorrono a definire la prestazione scolastica di uno studente sono molteplici. In secondo luogo, si è avuto modo di specificare che l’influenza esercitata da questi fattori opera su livelli differenti: l’acquisizione delle competenze scolastiche risente non solo delle caratteristiche che qualificano lo studente (variabili di primo livello), ma anche degli attributi che definiscono il contesto scolastico (variabili di secondo livello) e delle interazioni che intercorrono fra studente e scuola. Nel complesso, e a parità di altre condizioni, lo studente emiliano-romagnolo più competente in scienze può essere descritto dai seguenti tratti individuali: maschio, italiano, che parla soprattutto italiano in famiglia, che non ha mai vissuto l’esperienza della ripetenza scolastica, che nutre interesse per le scienze e che ha una buona dimestichezza nell’uso del computer. Gli istituti professionali, lo status socioeconomico e culturale medio di scuola e le ore di didattica dedicate alle scienze sono le variabili di secondo livello cui sono associati i coefficienti che esercitano effetti netti cospicui sui risultati di scienze; effetti che sono di segno negativo nel caso del primo predittore e di segno positivo negli altri due. Gli istituti professionali rispetto ai tecnici si contraddistinguono così per livelli mediamente bassi di prestazioni, mentre non si segnalano differenze significative fra licei e istituti tecnici. Emerge così una peculiarità del sistema scolastico emiliano-romagnolo caratterizzato da un considerevole divario tra i licei e gli istituti tecnici da un lato e gli istituti professionali dall’altro. Pertanto, sembra emergere in controluce un sistema a due velocità in cui gli studenti dei primi due tipi di scuola conseguono risultati sostanzialmente analoghi ai loro coetanei residenti nella maggior parte delle regioni settentrionali, mentre gli allievi degli istituti professionali si attestano su livelli di competenza meno soddisfacenti, sostanzialmente in linea con la media generale del paese.
Le competenze degli studenti in Emilia-Romagna. I risultati di Pisa 2006
197
226
D. Mantovani; R. Ricci
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