Il saggio approfondisce il concetto di “impensato” elaborato da Eduardo Lourenço (originariamente riferito al colonialismo portoghese e al Salzarismo), ponendo al centro della riflessione la nozione di colonialità come eredità strutturale e persistente del colonialismo portoghese in Brasile. L’“impensato” non indica semplicemente un passato dimenticato, ma una rimozione attiva che impedisce alla nazione di elaborare criticamente le proprie responsabilità storiche. In questo quadro, la colonialità rappresenta la sopravvivenza delle logiche di dominio oltre la fine formale dell’impero: essa si manifesta nelle gerarchie razziali, nelle disuguaglianze sociali e nelle narrazioni autoassolutorie che continuano a modellare l’identità del Brasile. L’esperienza brasiliana di EduardoLourenço risulta decisiva per comprendere tale dinamica. Osservando la società brasiliana, egli coglie come le strutture coloniali non scompaiano con l’indipendenza, ma si trasformino in dispositivi culturali e simbolici che normalizzano la disuguaglianza. La critica al luso-tropicalismo di Gilberto Freyre smaschera il mito di un colonialismo “mite” e rivela invece la permanenza di rapporti asimmetrici di potere. La colonialità, dunque, non è un semplice residuo del passato, ma una matrice ancora operante che influenza la memoria collettiva e la rappresentazione di sé in Brasile.
Vecchi, R., Sedlemayer, S. (2025). Da colonialidade como nosso impensado. E outros fantasmas coloniais. Belo Horizonte : Autêntica.
Da colonialidade como nosso impensado. E outros fantasmas coloniais
Roberto Vecchi;
2025
Abstract
Il saggio approfondisce il concetto di “impensato” elaborato da Eduardo Lourenço (originariamente riferito al colonialismo portoghese e al Salzarismo), ponendo al centro della riflessione la nozione di colonialità come eredità strutturale e persistente del colonialismo portoghese in Brasile. L’“impensato” non indica semplicemente un passato dimenticato, ma una rimozione attiva che impedisce alla nazione di elaborare criticamente le proprie responsabilità storiche. In questo quadro, la colonialità rappresenta la sopravvivenza delle logiche di dominio oltre la fine formale dell’impero: essa si manifesta nelle gerarchie razziali, nelle disuguaglianze sociali e nelle narrazioni autoassolutorie che continuano a modellare l’identità del Brasile. L’esperienza brasiliana di EduardoLourenço risulta decisiva per comprendere tale dinamica. Osservando la società brasiliana, egli coglie come le strutture coloniali non scompaiano con l’indipendenza, ma si trasformino in dispositivi culturali e simbolici che normalizzano la disuguaglianza. La critica al luso-tropicalismo di Gilberto Freyre smaschera il mito di un colonialismo “mite” e rivela invece la permanenza di rapporti asimmetrici di potere. La colonialità, dunque, non è un semplice residuo del passato, ma una matrice ancora operante che influenza la memoria collettiva e la rappresentazione di sé in Brasile.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


