Il contributo presenta la poesia di Anna Swir, e in particolare la raccolta "Sono una donna", a partire dalla intraducibilità del titolo originale (Jestem baba) e dalla spiegazione della soluzione traduttiva scelta. "Sono una donna" è considerata la prima raccolta femminista nella storia della poesia polacca. Il contributo collega tale definizione ai valori lirici dell'opera, derivanti dalla straordinaria capacità di combinare ascesi formale e audacia immaginativa, e getta luce sui sentimenti profondi che muovono l’istanza femminista: la compassione verso ogni donna oppressa o sofferente e la ribellione contro i cliché sociali – ma anche poetici – che addomesticano la rappresentazione dell’esperienza erotica al femminile, anche senile, come in una delle sue poesie più famose, "L’amore più grande". Il contributo mostra come la poetessa rivendichi nei suoi versi una femminilità totale, complessa e primordiale, ribelle alla cultura patriarcale oppressiva e prossima alla natura, in continuo fermento, assimilata – nella poesia che chiude il libro – a un lievito che si riversa oltre i bordi. Una metafora che ha fatto carriera nella critica letteraria polacca, giungendo a rappresentare l'intero universo della poesia delle donne.
Ceccherelli, A. (2025). “Come lievito”. Essere donna per Anna Świrszczyńska. Vecchiano : Valigie Rosse.
“Come lievito”. Essere donna per Anna Świrszczyńska
Ceccherelli Andrea
2025
Abstract
Il contributo presenta la poesia di Anna Swir, e in particolare la raccolta "Sono una donna", a partire dalla intraducibilità del titolo originale (Jestem baba) e dalla spiegazione della soluzione traduttiva scelta. "Sono una donna" è considerata la prima raccolta femminista nella storia della poesia polacca. Il contributo collega tale definizione ai valori lirici dell'opera, derivanti dalla straordinaria capacità di combinare ascesi formale e audacia immaginativa, e getta luce sui sentimenti profondi che muovono l’istanza femminista: la compassione verso ogni donna oppressa o sofferente e la ribellione contro i cliché sociali – ma anche poetici – che addomesticano la rappresentazione dell’esperienza erotica al femminile, anche senile, come in una delle sue poesie più famose, "L’amore più grande". Il contributo mostra come la poetessa rivendichi nei suoi versi una femminilità totale, complessa e primordiale, ribelle alla cultura patriarcale oppressiva e prossima alla natura, in continuo fermento, assimilata – nella poesia che chiude il libro – a un lievito che si riversa oltre i bordi. Una metafora che ha fatto carriera nella critica letteraria polacca, giungendo a rappresentare l'intero universo della poesia delle donne.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



